NATO SUL TORNADO ILVA ( articolo del 30 nob 2012)

image

Volevo riproporre questo articolo Proprio perché il fenomeno si è ripetuto in Lombardia,che come su Taranto due anni fa, non è mai accaduto nella storia.
Ecco l’articolo:
Due giorni fa la notizia delle nuove misure di custodia cautelare per il vicepresidente del gruppo Ilva Fabio Riva, l’ex direttore siderurgico Luigi Capogrosso e l’ex assessore ambiente della provincia di Taranto Michele Conserva con l’accusa di corruzione per la gestione delle discariche nella provincia di Taranto. A un passo da quella che gli inquirenti avevano denominato una stretta finale nell’inchiesta  provocando un disperso e 38 feriti nell’industria siderurgica più grande d’Europa, ormai sotto sequestro da luglio. Venerdì è atteso un decreto legge del governo che sbloccherebbe il sequestro della magistratura.

Era giunta due giorni fa una nuova svolta giudiziaria sulla vicenda Ilva, l’industria siderurgica di Taranto: gli uomini della Guardia di Finanza avevano eseguito una serie di arresti a Taranto e in altre regioni nei riguardi dei vertici della società e di politici e funzionari pubblici, con l’accusa associazione per delinquere, disastro ambientale e concussione. Un’inchiesta denominata “envirorment sold out”, letteralmente “ambiente svenduto”. Le ordinanze di custodia cautelare, emesse dal GIP di Taranto, avevano di nuovo portato sotto le luci della ribalta la famiglia Riva oltre che funzionari e politici di enti locali pugliesi, già accusata di possibili pressioni che l’Ilva avrebbe effettuato sulle pubbliche amministrazioni per ottenere provvedimenti a suo favore e ridimensionare gli effetti delle autorizzazioni ambientali. L’indagine della magistratura è volta a indagare in pratica su la possibile esistenza di una vera e propria associazione a delinquere, finalizzata al disastro ambientale, all’avvelenamento di sostanze e delle acque e all’omissione dolosa delle cautele sul lavoro.

In questo putiferio oggi invece è giunta la strabiliante notizia di una tromba d’aria violentissima, che alcuni hanno definito un tornado, un fenomeno meteorologico di violenza del tutto insolito nella zona con venti che hanno sfiorato i 200 chilometri orari. Il disastro si è abbattuto su Taranto provocando seri danni all’impianto nonché 38 feriti e un disperso. C’è stato un black out totale degli impianti, in particolare quelli di lavorazione della ghisa e le cokerie, dove è stata colpita una torre alta circa 80 metri, e il crollo di alcuni capannoni . Dallo stabilimento si sono levate un’enorme nube nera e fiamme altissime: per capire la violenza inconsueta del fenomeno meteorologico basti pensare che una gru è volata via ed è finita 20 metri sotto il livello del mare, incagliata nella sabbia. Il tornado ha travolto anche un autobus che passava vicino allo stabilimento e una scuola a Statta, una zona sempre nei dintorni delll’Ilva ferendo alcuni bambini.

Oggi i lavoratori dell’impianto area a caldo erano entrati regolarmente al lavoro senza nessun sit-in o presidio: in teoria questa sarebbe stata la quiete prima della tempesta, questa volta non meteorologica. I sindacati Fim, Fiom e Uilm stanno infatti organizzando un raduno a Roma in coincidenza con la riunione a Palazzo Chigi del governo, che dovrebbe emanare un decreto legge che consenta la continuità produttiva dello stabilimento siderurgico per almeno due anni, superando il blocco determinato dai sequestri disposti dalla magistratura. I sindacati contano di portare a Roma un migliaio di lavoratori per difendere l’impianto a rischio chiusura. Una misura che il ministro dell’ambiente Corrado Clini ha dichiarato come uno scenario da scongiurare dati gli interessi economici dell’impresa, aggiungendo oggi che “La chiusura degli impianti non migliora la situazione, perché il blocco delle attività di produzione sostanzialmente blocca anche le iniziative per il risanamento dell’area”.

Tornado su Taranto.
Furiosi invece gli ambientalisti per cui il blocco del sequestro sarebbe un tentativo di “cancellare i reati, bypassare le leggi dello stato a difesa dell’ambiente e della salute e modificare il codice di procedura penale esautorando i custodi giudiziari nominati dall’Autorità giudiziaria, riuscendo nell’incredibile quanto grottesco capolavoro che il soggetto che dovrà controllare le emissioni del Polo siderurgico è l’azienda stessa”, ha detto a caldo il presidente dei Verdi Angelo Bonelli.

Questo tornado apparentemente “localizzato” sembra aggrovigliare ancora di più la matassa, sebbene naturalmente il fenomeno del controllo climatico sia del tutto negato come favola cospirazionistica,  (ad esempio in Cina dove esiste da anni addirittura un ufficio preposto al controllo climatico con ben 27 mila dipendenti, il Beijing Weather Modification Office). In Cina nel 2011 si era deciso un aumento obbligatorio delle precipitazioni del 10% entro il 2015. Gli Stati Uniti non sarebbero da meno, secondo i malpensanti. Il progetto Harp, gestito dalla Nasa, ha l’apparente scopo innocente di«comprendere meglio il sistema di funzionamento interno delle nuvole e raccogliere un database di informazioni che permetta di sviluppare un modello per stimare la quantità di precipitazioni che può cadere su un punto della superficie terrestre». Walt Petersen, uno degli scienziati addetti al progetto, non ha però negato che il fine ultimo dovrebbe essere «il controllo climatico globale».

E chi pensa male su questa coincidenza tra tornado fuori posto a Taranto e controllo climatico c’è. Il blog Anarchismo. Comidad punta il dito dritto in faccia alla NATO suggerendo che questa insistenza sull’Ilva dopo anni di inquinamento incontrollato non sarebbe che un passo di una guerra psicologica. Taranto è infatti una base NATO e il blog parla di possibili interessi a “sloggiare” l’ILVA, usando il pretesto dell’inquinamento:
http://www.comidad.org/dblog/articolo.asp?articolo=500

Ne riportiamo quasi per intero l’articolo:
“Nel febbraio del 2004 Peacelink rendeva noti documenti del Pentagono – peraltro non segretati – da cui risultava che Taranto sarebbe divenuta sede di un’altra base navale della NATO. La notizia era fino ad allora ignota al Parlamento italiano, anche se era stata in qualche modo anticipata da dichiarazioni di Francesco Cossiga. La nuova base navale sarebbe stata collocata nel Porto di Taranto, nella nuova megastruttura del Molo Polisettoriale. La base NATO dovrebbe ospitare un grande centro di comunicazioni e spionaggio e servire da sito per i sommergibili nucleari della USNavy. [1] Dalla mappa del porto di Taranto risulta che il Molo Ovest (o 5° Sporgente), in uso all’Ilva, ed il Molo Polisettoriale, destinato alla NATO, sono a ridosso l’uno dell’altro, ed hanno anche un’insenatura in comune. La stessa insenatura che dovrebbe essere usata dai sommergibili nucleari. [2] Il caso, la coincidenza e le circostanze della vita hanno fatto sì che la NATO avesse l’opportunità di liberarsi dell’ingombrante vicino grazie ad un’iniziativa della Procura di Taranto. Toghe a stelle e strisce? Ma chi oserebbe mai pensarlo. Perché mai tre basi militari nel Porto di Taranto dovrebbero sottrarre lo spazio ad altre attività? Gli esempi di altre città ci confortano in questa fiducia nella NATO. Nonostante la nuova base NATO di Giugliano in Campania, e nonostante il rafforzamento delle basi USA del Porto di Napoli e dell’Aeroporto di Capodichino, nel quartiere napoletano di Bagnoli c’è tuttora una base NATO, di cui da due decenni si annuncia vanamente la prossima chiusura. A Napoli la militarizzazione del territorio non ha mai ceduto terreno, semmai lo ha tolto ad altre attività, tanto che dal 1999 il Porto ha ceduto alla USNavy più del 50% delle banchine. Negli anni ’80 anche a Bagnoli c’era ancora uno stabilimento dell’Ilva, che però, quello sì, fu veramente chiuso, anche se con motivazioni ufficiali diverse da quelle oggi adoperate a Taranto. Anche quella di Bagnoli è stata chiaramente una pura coincidenza. Ovviamente il “cui prodest” non è mai un criterio valido per interpretare gli avvenimenti. Bisogna invece convenire onestamente che la NATO è fortunata, o è protetta da Dio. Anzi, diciamo pure che ormai la NATO è Dio, così si fa prima”.

L’autore dell’articolo vuole sperare nella mera coincidenza, in un caso di sfortuna che si aggiunge alla sfortuna, non avendo modo di dimostrare che tali accuse e ragionamenti siano veritieri o meno. Resta il fatto che sia che il controllo climatico sia favola o realtà, la sincronicità del disastro dell’Ilva resta piuttosto inquietante e getta uno spettro sinistro sulla situazione ambientale italiana.

Palombella

Fonte: http://www.stampalibera.com/?p=56599

 Nell’isola della Maddalena non sono più dislocati i sottomarini perchè questi sono stati spostati a Taranto. Dai porti dell’Italia entrano, stazionano ed escono navi da guerra, portaerei e sommergibili della superpotenza che ci ha soggiogati militarmente (sono tutte centrali atomiche galleggianti), mentre i partiti politici traditori si oppongono ad un’Italia sovrana dotata di fonti energetiche nucleari. Gli operai di Taranto dichiarano di voler lavorare e rispondono ai provocatori che paventano i danni per la salute che la disoccupazione è morte e che gli operai sul lavoro, qualsiasi lavoro, sono consapevoli di essere dei soldati. E che così sia, cosa crede la gente ? Mia suocera andava a Padova per la chemio in day hospital contro un linfoma
(la cura l’ha uccisa in un anno) e mi riferiva che gli altri pazienti incontrati all’ospedale per curare il cancro erano prevalentemente da Mestre. Capite ? Erano da Mestre – Marghera. Un’acciaieria non è poi così letale, ancor meno se si fanno investimenti per la sicurezza ambientale. Nella Brescia dell’acciaio c’è una situazione epidemiologica da incubo ma nessuno lancia l’allarme come per l’ILVA situata nel golfo di Taranto.

Alvaro.

Fonte: http://www.stampalibera.com/?p=56473

Da youtube, oggi 28 novembre 2012:

Una tromba d’aria mai vista, ha puntato il porto industriale di Taranto ed ha alzato ingenti materiali dal terreno…Ha poi proseguito la sua corsa devastando ciò che trovava lungo il suo cammino. Infatti si vede un lampo provocato da eventuali danni ad apparati elettrici. Ha puntato l’Ilva e l’ha COLPITA IN PIENO…Pare abbia danneggiato una torre alta 80 m…Ora si sentono molte ambulanze dirette sicuramente all’interno del polo industriale per prestare i primi soccorsi…UNA COSA DEL GENERE IO NON L’HO MAI VISTA…Spero solo che nessuno si sia fatto male…

Adesso invece butto qua questa notizia tratta dal sito Peacelink – mi raccomando è richiesto di non unire i puntini tra base NATO, ILVA di Taranto, tromba d’aria e ingegneria climatica!!!
Fonte: http://www.peacelink.it/disarmo/a/3030.html

Quello che gli americani gia’ sanno e che gli italiani non devono sapere.

Taranto è diventata base Nato ed é candidata ad ospitare un comando Usa
Presentiamo i documenti non secretati del Pentagono e informiamo i parlamentari su cio’ che il governo non ha detto loro.
8 febbraio 2004 – Associazione PeaceLink
Fonte: http://www.defenselink.mil

Presso la sede del Wwf di Taranto – in un’apposita conferenza stampa – PeaceLink presenta ai giornalisti i documenti non secretati del Pentagono che attestano la trasformazione della base navale di Taranto in Base NATO.

Sono informazioni mai comunicate al Parlamento, frutto di ricerche incrociate realizzate su Internet da un gruppo di mediattivisti.
Taranto è sede di una base nazionale della Marina Militare Italiana ma dalla metà degli anni Ottanta vi è stato un ampliamento in “zona Chiapparo” finanziato in parte da fondi Nato.

La mappa del porto di Taranto, tratta da un sito militare Usa.

Dalla fine del 2002 Taranto è comando Nato con la sigla COMITMARFOR, guidato dal Contrammiraglio Maurizio Gemignani, ma solo recentemente lo staff multinazionale della Nato ha cominciato ad essere operativo al 100% .

“In passato vi erano stati vari interventi del movimento pacifista per denunciare una variazione dello status militare della base. Ma dai vertici politico-militari non sono giunte ufficiali conferme circa il nuovo status NATO della base, solo smentite”, spiegano gli attivisti di PeaceLink, un’associazione telematica che ha inserito tutto il dossier sul sito.

Ma la cosa che suscita forse maggiore scalpore è stata la conferma che Taranto – acquisendo il nuovo status di base della Nato, la più grande del Mediterraneo – diventa l’unico “Headquarters” (Quartier Generale) della NATO candidato ad ospitare la flotta americana che dal 2005 si dovrebbe trasferire da Gaeta per trovare una sistemazione più avanzata a sud-est.

Mappa dei porti italiani: Taranto è sede candidata della flotta Usa che sarà trasferita da Gaeta.

Questa ipotesi, ventilata negli scorsi giorni dal senatore Francesco Cossiga e dall’onorevole Massimo Ostillio, trova così una conferma nei documenti ufficiali del Pentagono che attestano la costituzione a Taranto di una “High Readiness Force” (comandi proiettabili ad alta prontezza) di tipo navale, che si va ad affiancare ad una “High Readiness Force” di terra ubicata a Milano in un apposito nuovo quartier generale della Nato.

A Taranto da poche settimane è operativo al 100% un comando Nato denominato COMITMATFOR.

La documentazione presentata da PeaceLink contiene l’intera mappa della nuova Nato in Europa e smentisce le voci di una possibile destinazione della Sesta flotta Usa in Turchia per assenza, allo stato attuale delle cose, di comandi navali della Nato certificati HRF (High Readiness Force).

La mappa del Pentagono è chiara: l’unica sede candidata ad accogliere la Sesta Flotta Usa nella sua veste di comando Nato, denominato COMSTRIKFORSOUTH, è Taranto.

Nei giorni scorsi erano giunte smentite dal Governo Italiano e dal comandante americano Shelanski, in visita a Taranto con la nave comando Usa LaSalle.

PeaceLink è conosciuta per aver ottenuto nel 2000 il piano di emergenza nucleare per Taranto e per aver scoperto, esibendo documentazione non secretata del Pentagono, l’installazione nella base di Taranto del sistema americano di comando e spionaggio satellitare C4i.
Fonte: http://www.ansuitalia.it/Sito/index.php?mod=read&id=1354303188

     

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...