Gli omogenizzati, ma anche no…

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Ma perché, mi chiedono spesso, perdere tanto tempo e fatica per cucinare delle pappe per un bebè? Non ci sono gli omogeneizzati, sicuri, fatti apposta, già pronti? Io, do solito, rispondo così: tu mangeresti tutti i giorni carne in scatola, oppure minestre di verdure liofilizzate? E allora perchè darle ad un bambino? Basta fare un giro al supermercato per rendersi conto che non è vero che l’omogeneizzato sia meglio delle pappe cucinate in casa: date un’occhiata alla data di scadenza e ditemi come è possibile che un prodotto a base di orata scada tra tre anni!!!

Se ancora non siete convinti comprate una confezione di omogeneizzati ed apritene uno: che odore ha? Sa di orata, di coniglio, di pollo, oppure ha un odore (ed un sapore) indistinto? Come ho già detto penso che sia molto imporante far sperimentare tutti i sapori ad un bambino, dargli una specie di imprinting del gusto, in modo che possa imparare ad apprezzare e a gustare tutti gli alimenti che, nell’arco della sua vita, incontrerà.

Un rapporto sano, curioso, attento con il cibo inizi proprio adesso, nei primi mesi in cui un neonato passa, con gradualità e attenzione, dal solo latte materno ad un’alimentazione fatta di ancora di latte, ma anche di molte altri alimenti.

Quanto alla sicurezza degli omogeneizzati, al fatto che gli ingredienti siano controllati ed il vasetto sai sterilizzato io dico: ma voi, quando allattate vostro figlio, vi sterilizzate il seno tutte le volte?

Siete proprio sicure che far vivere e nutrire un bimbo in un ambiente sterile sia non dico possibile, ma utile?

Insomma mamme e papà mettetevi ai fornelli e cucinate per i vostri bambini, in modo da farli diventare dei piccoli gourmet!

dal blog “ènataunamamma”

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Yuba ( pelle di tofu)

untitled.pngLo yuba o tofu skin è un prodotto dell’ Indocina altamente proteico e digeribile, è possibile farlo in casa ma è parecchio  laborioso, esiste in commercio ma è difficile trovarlo essendo un prodotto esclusivamente importato dalla Cina.

 

essendo privo di carboidrati   e di glutine, è un prodotto versatile, per fare degli ottimi involtini o per mangiare la pasta  senza ” sensi di colpa”. Per quanto mi riguarda, invece , mi sembra un ottimo modo per introdurre delle sane proteine vegetali.

io ho provato a farli, è davvero barboso, ma credo che se si prende la mano forse, ne vale la pena perché con un euro escono tante sfoglie.

il procedimento  a cui mi sono ispirata per fare lo yuba è il seguente:

David Icke. il personaggio costruito dal NWO

David Icke, ex giornalista ed ex deputato verde inglese, è un “complottista”, e cioè egli ritiene, con una documentazione riportata in più di 15 volumi, che il mondo occidentale sia occultamente dominato da una élite in grado di direzionare gli stati nazionali e i grandi organismi internazionali (come ONU, Banca Mondiale, Banche centrali e ovviamente stampa e televisioni).

Questa élite, dice Icke, è satanista e pedofila: pratica sacrifici umani e si esprime con simbologie esoteriche (i grandi attentati degli ultimi anni, dopo l’11 settembre, in Inghilterra, come in Spagna o in Algeria ricorrono col numero 11, oppure sono agli antipodi di settembre, cioè in marzo). Essa di fatto governa la politica e la storia. Icke fa i nomi di alcuni che starebbero ai vertici: banchieri e petrolieri come i Rotschild, i Rockefeller e un ex segretario di stato influentissimo come Kissinger. Ciò che accomuna, ad esempio, questi tre nomi è il fatto che sono ebrei; quindi Icke è blandamente accusato di antisemitismo.

Senonché il complottista, con fare da new age demenziale, esprime un amore universale, che “perdona tutti” anche i propri nemici, e infatti a p. 551 di E la verità vi renderà liberi (1) scrive un capitolo dal titolo “Ti amo dottor Kissinger”, alla fine di un libro che documenta come questo signore sia, all’interno dell’élite che domina il mondo, uno dei peggiori nemici dell’umanità, tanto per le guerre e colpi di stato organizzati (Cile, Libano, ecc.), quanto per i provvedimenti malthusiani ai danni dei paesi più poveri (vaccini defertilizzanti, virus manipolati geneticamente veicolati nell’aria e nel cibo, spargimenti di uranio impoverito).

Icke dispone di una mole enorme di materiale di non facile reperibilità; e sono proprio quelle informazioni di cui tanti seri ricercatori vanno a caccia, ma con fatica. Dispone di informazioni dettegliatissime su: guerra di Panama, Hitler, colpo di stato in Cile, storia e politica di Inghilterra e Usa, guerra del Golfo, rapporti Usa-Urss, conosce tutto su Consiglio delle relazioni estere (CFR), Trilaterale, Bilderberg, Club di Roma, storia della massoneria, la vicenda di Lady D., Mitterand, Sinn Fein, Merovingi, storia del Cristianesimo, storia della Bibbia, storia dei popoli antichi (egizi, sumeri, ecc), attentato di Oklahoma, attentato a Kennedy, questione Iran-Contra, guerra Vietnam, Mossad; sul caso Moro e la P2, lui ne sa molto di più di noi italiani; es: “il 10 novembre 1982 la corte sentì una testimonianza sconvolgente da una persona molto vicina a Moro, Corrado Guerzoni.

Egli affermò che un politico delle alte sfere statunitensi aveva minacciato Moro che se non avesse cambiato la sua linea politica, avrebbe dovuto vedersela con loro… Anche la moglie di Aldo Moro, durante la sua deposizione, disse che ’una figura politica statunitense di alto livello’ aveva detto a suo marito ‘O abbandoni la tua linea politica o la paghi cara’. Chi fu l’uomo di cui fece il nome Corrado Guerzoni in Tribunale? Henry Kissinger. Di questo si parlò molto sui giornali italiani, ma non una sola parola apparve sul New York Times o sul Washington Post” (E la verità vi renderà liberi, p. 321). Egli ha perfino le prove del silenzio della stampa americana del tempo; cosa che ad una verifica –è da scommetterci- deve risultar vero. Inutile dire che dispone di informazioni proibitive su Calvi, Sindona, il Vaticano, Gelli, ecc.

E’ indicativo che su queste cruciali e delicate vicende della storia italiana non indichi la fonte da cui le trae. A lui tutta questa roba viene fornita, con ogni verosimiglianza, dai Servizi; il tipo non ha neppure la faccia dello studioso e del ricercatore, gobbo e occhialuto, che passa le giornate a raccogliere e catalogare documentazione. Anzi, lasciatemi dire che ha tutta l’aria di uno che in vita sua non ha mai lavorato sul serio. E quei Servizi non solo gli danno accesso alle più proibitive informazioni, ma anche gli consentono di stare anni a scrivere (o farsi scrivere) migliaia e migliaia di pagine senza doversi preoccupare di sbarcare il lunario, consentendogli, inoltre, di recarsi tranquillamente da un angolo all’altro del mondo a fare conferenze (con finti gruppetti di protesta fuori la sala, che lo accusano di antisemitismo.

Icke più che giornalista, era un conduttore televisivo di “giornalismo sportivo calcistico” sulla BBC, in pratica non un vero giornalista, si occupava di notizie sportive o meglio di annunciarle poichè in gioventù era un calciatore…e cio fa i modo che chiamarlo solo genericamente “giornalista” sia un complimento immotivato….

Si , i suoi libri contengono anche molte info difficili da reperire (che qualcuno evidentemente gli passa) ma gtan parte dei suoi libri sono copia incolla da altri libri e dai suoi libri precedenti. Pure il materiale copiato dalla Bailey (che x ovvi motivi non appare fra gli autori in bibliografia, sennò almeno alcuni lettori leggendola avrebbero capito che se ci si dichiara contro il NWO usare come fonte x i cap sul combattere il NWO una che diceva apertamente di volere il NWO e di voler ammazzare tutti quelli che non lo volevano..non ha un gran senso..) lui spesso manco si degna di modificarne le frasi copiate!

è uno talmente pigro che credo che il suo mouse x la funzione “copia-incolla” sia logoro ma la tastiera del suo computer sia quasio intonsa, infatti delle 600 pag medie dei suoi libri la parte non copiata da altri o da precedenti libri quanto sarà? il 10% o forse meno…e le parti scritte da lui fanno trasparire la sua scarsissima cultrura, difatti sono scritte in un linguaggio quasi infantile nonchè abbastanza volgarotto (come quando parlava non si sa perchè dei giochi erotifi che gli piace fare con la manichetta dell’acqua!!)…

Hanno scelto proprio il personaggio giusto che permette di:

– screditare certe idee alle masse (x quersto lui mischia idee prese da OGNI teoria alteernativa esistente o quasi, così scredita tutto in un sol colpo).

– immettere menzogne insieme a info vere x confondere chi cerca di informarsi sul NWO.

– fare in modo che gran parte di chi cerca di combattere il NWO finisca x propagandare idee del NWO senza saperlo.

– diffondere la religione del NWO come antidoto al NWO…

– creare una figura simil messia e quindi un gruppo di adepti + o meno inconsapevoli che lo seguono e lo difendono a spada tratta.

– fare in modo che se si cercano info sul NWO ci si imbatta in lui all’inizio della ricerca così che la “gratitudine” x averci dato qualche info vera non faccia vedere agli adepti la merda che spande o la faccia sottovalutare impebdendo che venga criticato su larga scala da chi studia il NWO.

-creare polarizzazione fra cristiani che combattono il NWO (anti Icke) e non cristiani che combattono il NWO (generalmente pro Icke e pro New Age anche senza saperlo), ma in cui entrambi gli schieramenti non affrontano la questione Gesuita se non marginalmente.

– rendere infimo il livello di analisi sul NWO e fare in modo che al posto che studiare si aspetti il nuovo libro di Icke (spessissimo nei forum si parla + di teorie misteriose e poco provate come UFO rettiliani ecc o di particolari splatter su rituali di sangue dell’elitè di cui abbiamo anche li poche prove che di teorie storicamente provate che però sono ”  più noiose da leggere”).

– creare una teoria sul NWO + basata sulla fede che sui fatti (e quindi facilmente criticabile nonostante gli elementi veritieri, e spostare la questione sulla FEDE e non sulle prove).

– legare indisolubilmente NWO teorie millaneristiche e profetiche e New Age/teosofia, e “misteri” creando una amalgama indissolubile x la maggior parte delle persone he faccia passare in secondo piano l’analisi dei fatti e i dati storici.

– far avvicinare alle teorie del NWO soprattutto gente che non vuole fare attivismo politico o ricerca o ricerca storica ma solo seguire un guru o approcciarsi a concezioni spiritualistiche varie o attirata da cose come misteri e profezie ecc (e ciò tenderà a far allontanare da quieste teorie molti che sono + portati verso una ricerca storica i l’attivismo politico che dopo un primo approccio a querste idee ne resteranno schifati non capendo cosa c’entrino gli extraterrestri con la Monsanto e la meditazione con il cambiamento politico/sociale).

E tanto altro..

Un personaggio così non può essere vero (anche se ci avranno messo un po’ a trovare il tipo adatto e ad istruirlo a dovere): è palesemente costruito!

IL GATEKEEPER DEL MOMENTO: GRILLO. MA è LIBERO O CONTROLLATO?

Il ragioniere genovese Giuseppe Piero Grillo, conosciuto come Beppe Grillo è stato scoperto da Pippo Baudo al cabaret milanese “Il Bullone” alla fine degli anni ‘70. Dopo aver amato e odiato la televisione, il computer e internet (lo ricordiamo nello spettacolo “Time Out” dove ha iniziato con la distruzione rituale di due computer), nel 2005 apre il suo blog (oltre 500mila accessi giornalieri che lo fa diventare uno dei siti più visitati al mondo) e subito vince il premio WWW messo in palio dal giornale di Confindustria – il quotidiano dei Poteri forti italiani – “Il Sole 24 Ore”! Da allora il blog ha continuato a crescere e oggi, tradotto anche in inglese e giapponese, è diventato fonte biblica di informazioni per milioni di persone.  Fin qui nulla di strano. La cosa che invece è interessante riguarda il suo editore!

L’editore di Grillo L’editore di Beppe Grillo oggi è la Società Casaleggio Associati di Milano. Nella prefazione del libro del 2004 “Web Ergo Sum” scritto da uno dei fondatori della Società, Gianroberto Casaleggio (che ha dato anche il nome alla ditta), Beppe Grillo spiega come ha incontrato quello che diventerà il suo editore di fiducia! Grillo scrive testualmente: «lo incontrai per la prima volta a Livorno, una sera di aprile, durante il mio spettacolo Black Out. Venne in camerino e cominciò a parlarmi di Rete. Di come potesse cambiare il mondo. (…) Pensai che fosse un genio del male o una sorta di San Francesco (…) Ebbi, lo confesso, un attimo di esitazione. Strinsi gli occhi. Casaleggio ne approfittò. Mi parlò allora, per spiegarsi meglio, di Calimero il pulcino nero, Gurdjieff (il famoso mago nero, uno dei maestri del cantautore Franco Battiato, ndA), Giorgio Gaber, Galileo Galilei, Anna di York, Kipling, Jacques Carelman (…) Tutto fu chiaro, era un pazzo. Pazzo di una pazzia nuova, in cui ogni cosa cambia in meglio grazie alla Rete. (…) Ce n’è abbastanza per rinchiuderlo. E’ un individuo oggettivamente pericoloso e socialmente utile»[1]

Gianroberto Casaleggio (interessato a Gurdjieff!) è riuscito dove tutti avevano fallito: convertire Grillo a internet! Da quell’incontro infatti è nato non solo il blog di Beppe Grillo, ma anche tutti i libri e dvd, come pure e le organizzazioni dei Meet-up! In soldoni l’immagine mediatica (a 360 gradi) di Grillo viene gestita e controllata dagli esperti della società milanese. Addirittura Gianroberto sarebbe diventato il consigliere numero uno di Grillo, a tal punto che secondo indiscrezioni, è sua l’idea del V-Day![2] Quello che ha sparso nel mondo il verbo o virus del V-Day convincendo, attraverso il suo comico portavoce, centinaia di miglia di persone in Italia. “Uomo (Gianroberto) sulle orme del Parsifal dichiara di voler ricercare la vera natura degli uomini”. E così, ad esempio, per le riunioni da sempre ama immergere il gruppo dirigente nel mondo cavalleresco e spirituale della leggenda di Camelot (alla scoperta di quei luoghi ha persino trascorso una vacanza). Usa una tavola rotonda attorno alla quale fa sedere i suoi manager per «parlare liberamente».[3] Sua è anche la gestione del sito web dell’amicone di Grillo, il Ministro per le Infrastrutture Antonio Di Pietro.[4] E’ arrivato il momento di vedere chi sono questi associati, e soprattutto di cosa si occupano.

La Casaleggio Associati La Casaleggio Associati, nasce il 22 gennaio a Milano nei pressi della casa di Alessandro Manzoni, da cinque persone (Enrico Sassoon, Gianroberto Casaleggio, Luca Eleuteri, Davide Casaleggio e Mario Bucchich).[5] La “mission” ufficiale dell’azienda è «di sviluppare consulenza strategica di Rete per le aziende e di realizzare Rapporti sull’economia digitale»

L’Affare Webegg Spa Per capire il quadro generale, rimanendo però sempre collegati con la Casaleggio Associati , è necessario conoscere la Webegg Spa : un gruppo multidisciplinare per la consulenza delle aziende in Rete, controllata per il 59,8 % da I.T. Telecom Spa (controllata a sua volta al 100% da Telecom Italia. Ci interessa molto perché:

Gianroberto Casaleggio è stato Amministratore Delegato e Direttore Generale della Webegg.[6]Luca Eleuteri (socio Casaleggio) tra il 2000 e il 2003 lavorava nella Direzione Generale di Webegg.[7]Mario Cucchich, fino al settembre 2003 è stato Responsabile Comunicazione e Immagine del Gruppo Webegg. – Enrico Sasoon entra il 15 gennaio 2001 nel Consiglio di amministrazione di Webegg – Maurizio Benzi, Marketing di Webegg e stranamente, organizzatore dei Meet-up di Grillo a Milano

Su cinque soci della Casaleggio, ben quattro lavoravano per la Webegg Spa con incarichi molto prestigiosi e importanti! E poi cos’è successo? Tra giugno e agosto 2004, la IT Telecom Spa sigla un accordo con Value Partner Spa per la cessione del pacchetto azionario detenuto in Webegg Spa, pari al 69,8% del suo capitale, al prezzo di 43 milioni di euro, il restante 30,2% è posseduta da Finsiel (79,5% Telecom Italia). Value Partners è la più grande società di consulenza strategica di origine italiana! Nel gennaio 2004 quindi dopo pochi mesi, come è stato detto, i cinque fondano a Milano la Casaleggio Associati. Questo dato è molto interessante perché risulta che gli attuali editori di Beppe Grillo hanno lavorato fino a pochi anni fa, all’interno di una società della Telecom Italia, la stessa soggetto di attacchi (certamente giusti) da parte del comico genovese.

L’affare Telecom Beppe Grillo sta portando avanti da anni una campagna per “prendersi” (lui, gli editori o qualcun altro?) la Telecom Italia! Tale strategia è attuabile se tutti o una buona parte degli azionisti privati delegassero Grillo all’assemblea generale della società. Ecco perché dal blog ha chiesto ufficialmente una “shareaction” (“fatemi godere” dice nel suo appello): «inviatemi le vostre manifestazioni di interesse attraverso il form del modulo di adesione per consentirmi di valutare la fattibilità del progetto e tentarne la realizzazione». «Fatemi godere. Rifatevi delle umiliazioni subite in questi anni come utenti e come azionisti. Il cda licenziato dai veri azionisti attraverso un comico. Una cosa mai vista al mondo. (…) Ragazze e ragazzi, dateci dentro. Aderite, aderite, aderite» [8]

Certamente è ”una cosa mai vista al mondo”, ma la domanda che sorge spontanea è: una volta attuato questo progetto, se mai si realizzerà, chi potrà garantire la sicurezza della ditta più importante in Italia? Beppe Grillo, Gianroberto Casaleggio o la Casaleggio Associati stessa? Ricordiamo che si tratta della società che ha il potere di ascoltare (esattamente quello che è successo allo stesso Grillo, che per ben 4 anni, è stato ascoltato e registrato…) tutte le telefonate, leggere tutti i fax e le e-mail sul suolo italiano… Per qualche miscredente, potrebbe sembrare una manovra occulta per entrare in possesso proprio di questa importantissima azienda…ed è proprio quello che sta accadendo! Staremo a vedere, anche se ad oggi sono decine di migliaia le persone che in buona fede, si sono affidate al nuovo “guru delle telecomunicazioni” (futuro amministratore delegato?).

Prometeus: il futuro dei media Torniamo alla Casaleggio Associati perché nel loro sito ufficiale (www.casaleggio.it) è pubblicato nella home page un video molto indicativo e allo stesso tempo inquietante: “PROMETEUS: IL FUTURO DEI MEDIA” (www.casaleggioassociati.it/thefutureofmedia). Video da non perdere assolutamente! Si tratta della visione futurista che i soci fondatori della Casaleggio hanno a livello di Media.

Questo è il video commentato nell’intro da Zeitgheist (dalla padella alla brace…ma come ben sappiamo i gatekeepers  giocano proprio sul confondere ) che in questo caso dato una giusta riflessione:

Il video inizia dicendo: «L’Uomo è Dio, è ovunque, è chiunque, conosce ogni cosa. Questo è il nuovo mondo di Prometeus. Tutto è iniziato con la Rivoluzione dei media con Internet alla fine del secolo scorso…»[9] La visione continua con: « la Rete include e unifica tutto il contenuto: Google compra Microsoft, Amazon compra Yahoo! diventando così i leader mondiali dell’informazione assieme a BBC, CNN e CCTV… La pubblicità è scelta dai creatori di contenuti, dagli stessi autori e diventa informazione, confronto, esperienza. Nel 2020 Lawrence Lessing, l’autore di “Cultura Libera” diventa Ministro della Giustizia degli Stati Uniti e dichiara il copyright illegale. Dispositivi che replicano i cinque sensi sono ormai disponibili nei mondi virtuali. La realtà può essere replicata in Second Life. Chiunque ha un Agav (agente-avatar) che cerca informazioni, persone, luoghi nei mondi virtuali. Nel 2022 Google lancia Prometeus l’interfaccia standard degli Agav. Amazon crea Place, un’azienda che replica la realtà. Puoi andare su Marte, alla battaglia di Waterloo, al SuperBowl di persona. E’ reale! Nel 2027 Second Life si evolve il Spirit. Le persone diventano chi desiderano e condividono la memoria, le esperienze, le sensazioni. La vendita di memoria diventa una normale attività commerciale. Nel 2050 Prometeus compra Place e Spirit. La vita è virtuale è il mercato più grande del Pianeta. Prometeus finanzia tutte le missioni spaziali alla ricerca di nuovi mondi per i propri clienti, gli avatar terrestri»

Il video della Casaleggio Associati termina con una immagine massonica: il triangolo con l’occhio dentro, fiammeggiante!

Non male come visione, vero? Un futuro illuminato (non si sa bene da che luce…), dove la vita diventa virtuale, dove si commercializza la memoria, le esperienze e le sensazioni. Ognuno avrà un avatar, un personaggio inventato, e potrà fare ciò vuole, anche quello che non potrebbe fare nella realtà… In pratica la nostra Vita verrà letteralmente svuotata di significato e “copiata” o “replicata” su internet. Lo scopo è quello di non si fare più esperienza (cioè conoscenza e quindi coscienza) sul pianeta Terra, ma su un “pianeta” che non esiste, formato da bit e byte: internet! Che tipo di coscienza sarà mai quella di un mondo virtuale? Non è che ci stanno indottrinando e preparando invece a vendere la nostra anima? Questo progetto chiamato Prometeus, è la visione di un pazzo da psichiatrizzare quanto prima, o invece si tratta di un piano ben preciso di controllo occulto? Per approfondire tale delicatissimo argomento, vi rimando alla nuovissima dispensa “Il segreto occulto degli Illuminati”.

Nel video della Casaleggio Associati si pubblicizza Second Life (Seconda Vita), “un mondo virtuale in 3D aperto a tutti i maggiorenni dove ogni evento della vita può essere riprodotto[10]Second life è ciò che tecnicamente viene definito un M.M.O.R.P.G. ovvero un Massive Multiplayer Role Playing Game (Un Videogioco di Ruolo destinato alla Massa): immaginate un videogioco in cui possano partecipare contemporaneamente centinaia di migliaia di giocatori (se non milioni) collegati in rete, ognuno con il proprio personaggio (avatar), con un proprio conto corrente e varie proprietà mobili ed immobili. Esso è stato creato dalla Linden Lab, reso disponibile in rete nel 2003, oggi può contare quasi 8 milioni di utenti nel mondo (dato di luglio 2007[11] Poco si sa su questa strana piattaforma, ma nei media si sono già iniziati a denunciare episodi alquanto sgradevoli accaduti all’interno di questo “mondo secondario”, anche se la vera natura estremamente deviante non viene adeguatamente sottolineata! E’ un mondo estremamente deleterio e pericoloso per la psiche umana. Casualmente sia Beppe Grillo (con tanto di avatar) che Antonio di Pietro hanno il loro sito proprio in Second Life

Dio è ovunque, è chiunque e conosce ogni cosa”, proprio come l’occhio onniveggente della massoneria (il simbolo stampato sul dollaro statunitense), usato dai creativi della Casaleggio alla fine del video. A proposito di luce, cerchiamo di capire come mai hanno usato un nome così particolare per tale progetto: Prometeus! Certamente deriva da Prometeo, figlio di Giapete e Climene, che ha sottratto il fuoco (simbolo della luce) agli Dei per riportarlo agli uomini sulla terra (dottrina della gnosi). Secondo l’occultista russa Helena Petrovna Blavatsky, sotto un altro aspetto, l’allegoria del fuoco (visto come luce iniziatica, ndA) può essere letta come un’altra versione della ribellione dell’orgoglioso Lucifero (dal latino LUCIFERUS, composto da “LUC-EM” = luce, e tema “FER-RE” = portare, cioè PORTATORE DI LUCE, ndA), precipitato nell’Abisso senza fondo. La maledizione di Zeus a Prometeo è lo stesso che la maledizione di Dio a Satana![12] Quindi secondo la maga (indubbiamente nera) Blavatsky, il fuoco o luce portato sulla terra da Prometeo è l’allegoria del fuoco o luce porta sulla terra da Lucifero!

Ecco spiegato perché il logo della Prometeus (vedi immagine sopra) è rappresentato graficamente da una fiamma (luce) che parte dalla lettera O maiuscola, quindi dal Cerchio chiuso (molto usato anche dai circoli satanici per i loro rituali). Sicuramente la motivazione che ha spinto la Casaleggio a scegliere un nome e logo simili sarà un’altra, magari meno esoterica, però la strana coincidenza (per chi ci crede ovviamente) è interessante!

Partnership con Enamics Nel 2004 la Casaleggio annuncia la partnership con Enamics, una società statunitense fondata nel 1999, leader del Business Technology Management (BTM). La Enamics ha come “clienti” potentissime corporation del calibro di: Pepsico, JP Morgan, Northrop Grumman, US Department of Tresury (Dipartimento del Tesoro USA), BNP Paribas, American Financial Group,[13] ecc. Tra queste, quella che più c’interessa è la banca d’affari JP Morgan, perché rientra nell’impero dei Rockefeller, una delle famiglie che controllano il mondo!

Davanti al Centro Rockefeller di New York si staglia – casualmente – una statua gigante di Prometeo (vedi immagine qui sotto), voluta proprio dal magnate in persona! Anche i Rockefeller, come i Casaleggio (chiedo venia per la comparazione), pertanto “adorano” l’arte simbolica del Prometeo! Fondatore della BTM Corporation è un certo Faisal Hoque, autore di numerosi best seller ed ex dirigente anziano della General Electric (anch’essa del gruppo Rockefeller) e di altre multinazionali! I partner della BTM tecnology sono “IBM Tivoli” di New York e “Future Considerations” di Londra. Questa ultima ha come clienti privati: Coca Cola, Barclaycard, Addax Petroleum, KPMG LLP, ecc. Nel settore pubblico invece: Carbon Trust, UNIDO (United Nations Industrial Development Organisation), London Pension Fund Authority (LFPA)[14] ecc.

E’ molto indicativo venire a conoscenza che l’editore di Beppe Grillo (nonostante le giustissime campagne contro l’inquinamento ambientale, le energie alternative, i biocarburanti, l’idrogeno, ecc.) abbia tra i partner proprio quella banca (JP Morgan), che ha interessi economici enormi in ogni dove, e soprattutto nel comparto bancario, energetico e/o petrolifero!

Che fine ha fatto il Signoraggio monetario? Al Beppone nazionale va il merito di essere stato il primo a denunciare la truffa del Signoraggio monetario (nel tour “Apocalisse Morbida” del 1998) e la natura privatistica della Banca d’Italia. In quello spettacolo ha sparato a zero sui banchieri (Fazio, Duisemberg, ecc.), definiti i cavalieri dell’Apocalisse, che controllano le economie planetarie, sottolineando più volte come questi signori “stampano le banconote e le prestano”. Avete capito bene: stampano denaro e lo prestano ai governi! Per non parlare del debito pubblico. Dice infatti Grillo: “e il debito? A chi li dobbiamo due milioni e mezzo di miliardi di lire?

Nonostante questo, da un po’ di anni Grillo si rifiuta, o gli è stato consigliato di non parlarne, di Signoraggio e dei banchieri durante i suoi spettacoli, perché? Una spiegazione la fornisce il dottor Antonio Miclavez in una recente intervista video: «ne ho parlato (si riferisce a Grillo, ndA) circa sei mesi fa e mi ha detto: “sì è molto bello, ma questo per la gente è troppo. Se è troppo poi la gente si spaventa e non lo capisce perché è troppo!”. Uguale Milena Gabanelli (Report su Rai3, ndA)»[15] Tralasciamo la Gabanelli per ovvi motivi, ma perché Grillo che nel 1998 sparava a zero sul Signoraggio, sulla truffa del debito pubblico e sui banchieri, oggi non dice nulla e si limita ad attaccare i politici: semplici camerieri del potere economico? Cosa è successo nel frattempo? Ha ricevuto pressioni e/o ricatti? Oppure ha cambiato idea? Nessuno lo sa ad eccezione della sua coscienza!

A cosa servono il V-day, il Mastella-day, la petizione per la Forleo o De Magistris, o quella contro Gentiloni, se il vero e unico problema è la gestione massomafiosa della emissione monetaria che rende interi paesi schiavi del sistema economico, sotto la pressione di un debito inesistente? Forse serve per dirottare le masse e deviarle verso lidi estremamente funzionali per il Sistema che ci controlla? Qual è il senso di scatenarsi per un parlamento pulito (contro i politici pregiudicati), movimentare le masse per assurde liste civiche, quando i controllori della politica sono e rimangono i grandi banchieri internazionali? Quando coloro che emettono la moneta hanno il Potere di far fare le leggi ai burattini in Parlamento, a cosa serve prendersela con la manovalanza? Forse per evitare di tirare in ballo i veri manovratori occulti?

Come disse il giornalista Paolo Barnard in una lettera intitolata “Considerazioni sul V-day”: «I nostri personaggi (…) di fatto svuotano l’Io dei loro seguaci impedendogli di divenire singole entità autonome e potenti, rendendoli (rendendoci) un esercito di anime incapaci, dunque minando la Società Civile organizzata e la speranza che essa rappresenta»[16] Di persone svuotate del proprio Io ce ne sono già abbastanza. E’ necessario partire da noi stessi, senza delegare il politico, il Grillo, il Travaglio, la Forleo o la Guzzanti di turno: solo così saremo padroni della nostra vita e potremo conquistare, o meglio, tirare fuori la nostra vera e unica individualità, cioè l’essenza spirituale. Se non ritorniamo in possesso della nostra autentica natura, il Potere continuerà a fare sonni tranquilli. «Credete veramente – continua Paolo Barnard – che il Potere sia così sciocco e impreparato da poter essere, non dico sconfitto, ma anche solo disturbato da questo sgangherato esercito alla deriva?

Al Potere, le iniziative di Grillo (inconsapevolmente ci auguriamo tutti) – portate avanti grazie alla consulenza di aziende specializzate – fanno estremamente comodo, perché il vero e unico problema che ha il Potere è il risveglio della coscienza delle Individualità. Persone libere di pensare, sentire e agire, indipendentemente dagli insegnamenti e dalle dottrine di un qualsiasi messia o maestro di vita, sono veramente pericolose! Concludo nella speranza che non siano vere le affermazioni di Dino Risi (che ha diretto Grillo nel film “Scemo di guerra”) al Corsera, perché secondo il regista, Grillo è più attore adesso che quando girava film. Non crede affatto a ciò che dice e scrive quotidianamente nel blog! Speriamo che si sbagli… Come pure mi auguro che Beppe Grillo dia un segnale di assoluta buona fede riprendendo a parlare, sia nel blog che durante gli spettacoli, di Signoraggio, Poteri forti bancari, Sovranità monetaria, OGM, ecc.

[1] Blog ufficiale di Beppe Grillo: www.beppegrillo.it/libri.php#web [2]Casaleggio, il guru web di Beppe che ama Parsifal e Adriano Olivetti”, “Il Corriere della Sera” del 18 settembre 2007, www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2007/09_Settembre/18/Casaleggio_guru_web_grillo.shtml [3] Idem [4] Idem [5] Sito ufficiale Casaleggio Associati http://www.casaleggio.it/societa1.asp [6] “Key4biz”, quotidiano d’informazione su Telecomunicazioni, Media e Internet”, 27 maggio 2003             www.key4biz.it/Who_is_who/2003/05/Casaleggio_Roberto.html [7] Sito ufficiale Casaleggio Associati www.casaleggio.it/societa5.asp [8] Dal blog ufficiale di Beppe Grillo: www.beppegrillo.it/shareaction/ [9] Dal sito ufficiale della Casaleggio Associati www.casaleggioassociati.it/thefutureofmedia [10]Quando una vita non basta: Second Life”, Lorenza Veronese, www.disinformazione.it/second_life.htm [11] Idem [12]La Dottrina Segreta ”, glossario, di H.P. Blavatsky [13] Tratto dal sito ufficiale della BTM www.btmcorporation.com/About/ [14] Tratto dal sito ufficiale www.futureconsiderations.com/our-clients_private-sector.html [15] Video con l’intervista di Antonio Miclavez http://grappaevvinci.wordpress.com/2007/12/04/il-signoraggio-e-beppe-grillo/ [16]Considerazione sul V-Day”, Paolo Barnard http://www.disinformazione.it/lettera_paolo_barnard.htm

Aggiornamento sulle “scatole cinesi”, a cura di Michele Morini.

Il 16 novembre 2000 in “Brodcast & video” numero 130, alla voce “Business & mercati”, appare la seguente notizia:

Nuova Web: Professional Company per il Gruppo Telecom

«Netikos Spa è la nuova web professional company varata da I.T. Telecom, gruppo Telecom, per offrire soluzioni per le imprese legate alla rete. Il nuovo consiglio di amministrazione presieduto da Gilberto Ricci ha nominato nei giorni scorsi Edoardo Narduzzi alla carica di amministratore delegato. Gli altri componenti del Cda sono: Gianroberto Casaleggio, Michele Colaninno, Alfredo Speranza». [1]

Michele Colaninno, dal sito ufficiale della Piaggio[2], è ovviamente parente del più famoso Roberto Colaninno:

Milano, 28 agosto 2006 – L’Assemblea degli Azionisti di Piaggio & C. S.p.A, a seguito dell’ammissione alla quotazione delle proprie azioni presso Borsa Italiana, ha nominato il nuovo Consiglio di Amministrazione così composto: Roberto Colaninno, Matteo Colaninno, Michele Colaninno, Rocco Sabelli, […], ecc.[3]

Roberto Colaninno nel 1996 viene nominato amministratore delegato di Olivetti.  In quegli anni trasforma l’azienda da una società di computer in una holding di telecomunicazioni creando Infostrada e Omnitel. Nel 1999 lancia una offerta pubblica di acquisto (OPA) su Telecom Italia, fino ad oggi la più grande operazione di acquisizione mai operata in Italia. Come soci dell’operazione ha un gruppo di imprenditori bresciani guidati da Emilio Gnutti. L’operazione riesce, però crea un grosso debito in Telecom che non riesce a risanare, facendo sprofondare la società di telecomunicazione. Nel 2001 vende la Telecom a Pirelli (Marco Tronchetti Provera) e Benetton (famiglia Benetton).

Ricapitolando: Gianroberto Casaleggio inizia la sua carriera nell’Olivetti S.p.A. di Colaninno, poi diventa amministratore delegato di Webegg, joint venture tra Olivetti e Finsiel, a fine giugno 2002 Olivetti S.p.A. cede la propria quota (50% del capitale) in Webegg S.p.A. a I.T. Telecom S.p.A.., che intanto ha dato vita a Netikos Spa dove fa parte del Cda con un parente stretto di Colaninno, poi nel 2004 chiude e passa con altri dirigenti Webegg a fondare nel 2004 la Casaleggio Associati , l’attuale editore di Beppe Grillo! Come mai lo stesso Grillo si domanda chi ha affossato TELECOM, quando il suo editore attuale è stato nello stesso Cda con i Colaninno? Attualmente la cordata Colaninno, Berlusconi e SanPaoloIMI (vedi Prodi) si stanno prendendo la Telecom (tratto da Finanza World[4]) Ecco cosa pubblica l’agenzia stampa italiana Adnkronos:  

La trattativa è “in una fase avanzata, mancano solo alcuni dettagli”. Secondo quanto riferiscono all’Adnkronos fonti vicine al dossier, si starebbe per chiudere l’accordo che porterebbe Mediobanca, Intesa, Generali, Benetton e Telefonica a controllare Telecom, attraverso una quota complessiva pari a circa il 25% del capitale. Alla quota del 18% detenuta da Olimpia si sommeranno infatti anche le quote rispettivamente detenute da Mediobanca, 1,54%, e Generali, 4,1%.

Telefonica rileverebbe una quota pari al 40% di Olimpia e ne diventerebbe il primo azionista, con Mediobanca e Generali che entrerebbero apportando anche le quote dirette possedute in Telecom. A Intesa Sanpaolo spetterebbe una partecipazione più piccola. All’interno di quella che sarebbe una sorta di Newco rimarrebbe anche Benetton con una quota quasi dimezzata rispetto all’attuale 20%. Il disimpegno di Pirelli, che controlla l’80% di Olimpia, avverrebbe ad un prezzo pari a 2,80 euro, frutto della media di quanto metteranno sul piatto da una parte Telefonica e dall’altra i soci bancari. Un successivo aumento di capitale garantirebbe l’ingresso dei soci italiani.

[1] http://bv.diesis.it/n130/page1.htm [2] http://www.piaggiogroup.com/investor_relations/comunicati_stampa/2006/nuovo_cda_piaggio.htm [3] idem[4] http://www.finanzaworld.it/blog/telecom-telefonica-e-gli-italiani

fonte: www.disinformazione.it

CONFERENZA ENRICO BACCARINI

Questa sera  al Park Hotel di Taranto vi è stata l’unica tappa pugliese  di Enrico Baccarini riguardante la presentazione del suo nuovo libro I Vimana e la guerra degli Dei.

Ecco una  sua breve  biografia:

Enrico Baccarini è nato a Firenze. Ha collaborato con “Notiziaio UFO” per l’Editoriale Olimpia di Firenze, “Ufo Notiziario” per la Acacia Edizioni, “Archeomisteri“, “Gli speciali dei misteri”, “HERA” e i “Misteri di HERA“, nonché a diverse testate di settore. Giornalista pubblicista e scrittore, ha compiuto studi di indirizzo psicologico e antropologico. E’ stato membro fondatore Comitato Interdisciplinare per le Ricerce Protostoriche e Tradizionali (CIRPET) e co-fondatore della rivista associata ARCHEOMISTERI, I QUADERNI DI ATLANTIDE. Dal 1989 al 2009 è stato membro del Centro Ufologico Nazionale (CUN) con incarichi direttivi. Ha presenziato come relatore a conferenze in Italia e all’esterop, ha presentato relazioni sulle fenomenologie dell’insolito (misteri del passato, psicologia dell’insolito e anomalistica, ufologia, etc.) in numerosi congressi scientifici nazionali e internazionali. In campo psicologico e antropologico si occupa di culti abusanti, del fenomeno dei Nuovi Movimenti Religiosi (NMR), del fenomeno delle sette  e dei culti moderni e di exit counseling collaborando con la principale struttura italiana in materia. Ha effettuato anche un corso avanzato su “DSM-IV Religious and Spiritual Problems” ottenendone un attestato di merito.

(fonte http://www.luoghimisteriosi.it)

Abbiamo approfondito il tema nel nostro testo I Vimana e le Guerre degli Dei, in cui, dopo un’analisi minuziosa delle antiche fonti sanscrite, abbiamo appurato come con questo termine venissero identificati i ‘Vimana’ guidati unicamente dagli Dei indiani circostanziando quindi il loro utilizzo e funzione agli esseri che la religiosità e la letteratura indiane indicavano provenire dalla regione del cielo esterna al nostro pianeta. Enrico Baccarini

Ratha, i Vimana degli Dei indiani nel sud dell’India

 

vima01Il termine Ratha è il vocabolo indoiranico utilizzato per indicare il cocchio o carro da guerra, con  ruote a raggi, utilizzato dagli dei indiani nell’antichità per spostarsi nel cielo, sulla terra e negli spazi siderali. Con il passare delle ere la sua funzione mutuò andando ad indicare il più comune carro da guerra, ma nella sua accezione religiosa originale la forma con cui è sempre stato rappresentato (soprattutto nel sud dell’India) ci riporta inesorabilmente ai ben più noti Vimana e alle loro curiose forme piramidali.

Il vocabolo Ratha deriva dalla radice collettiva ret-h di una parola protoindoeuropea rot-o per “ruota” che produsse anche il latino rota ed è presente anche nelle lingue germaniche, celtiche e baltiche. I termini sanscriti per il timone, i finimenti, il giogo e la ruota del carro hanno affini in altri rami dell’indoeuropeo.

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Abbiamo approfondito il tema nel nostro testo I Vimana e le Guerre degli Dei, in cui, dopo un’analisi minuziosa delle antiche fonti sanscrite, abbiamo appurato come con questo termine venissero identificati i ‘Vimana’ guidati unicamente dagli Dei indiani circostanziando quindi il loro utilizzo e funzione agli esseri che la religiosità e la letteratura indiane indicavano provenire dalla regione del cielo esterna al nostro pianeta.

Nel RigVeda si narra di come i Rbhus avessero costruito un carro celeste per i gemelli Asvini, medici tra gli dei (Rv 1.111.1). Un altro passo (Rv 1.166.4-5) ci parla invece del velivolo che apparteneva ai Marut, una macchina volante in grado di far tremare le case, di sradicare piccole piante e di provocare un forte vento al suo passaggio (Rv 1.116.3 7.4.68).

Sono numerosi i testi in cui vengono nominate queste macchine volanti, in tutti i casi il riferimento è a velivoli in grado di volare nel cielo, di portare passeggeri, di condurre battaglie, di compiere lunghi viaggi, in tutti i casi caratterizzati da differenti ma specifiche particolarità e forme.

La differenza fondamentale che sembra sottostare tra l’utilizzo del termine Ratha e quello di Vimana risiede nella loro conformazione. Con Ratha vengono solitamente indicati ‘carri volanti’ utilizzati solo dagli dei e generalmente privi di ali mentre il termine Vimana si riferisce a velivoli quasi sempre muniti di ali ed utilizzati sia dalle divinità ma soprattutto dagli esseri mortali (Dileep Kumar Kanjilal, Vimana in Ancient India, Sanskrit Pustak Bhandar, 1985, p.13 ).

Questi ‘carri’ costituirono un’importante elemento nel mondo induista, lo strumento che gli dei utilizzavano per spostarsi sul nostro pianeta e nello spazio esterno. L’immagine sotto riportata è tratta dal Vymanika Shastra, testo che vide la luce tra il 1918 e il 1923 quando il Pandit Subbaraya Shastry lo dettò ad uno dei suoi discepoli. Osteggiato e ridicolizzato in realtà il Vymanika Shastra ha dimostrato ampiamente la sua genuinità mostrando come le cognizioni contenute al suo interno possiedano tutti i crismi per poterlo considerare come un retaggio della lunga tradizione iniziatica orale conservata da millenni nell’antica India, la Shruti. Al suo interno, i compilatori, descrissero nel dettaglio il funzionamento dei Ratha/Vimana arrivando a circostanziare le singole macchine che lo componevano, Yantra (macchina in sancrito) che in alcuni casi sono stati riprodotti negli ultimi anni da alcune università indiane.

Raffigurazione tratta dal Vymanika Shastra del Rukma Vimana estremamente simile agli antichi Ratha indiani.

I normali carri da traino, soma o guerra, figurano in modo rilevante nei Rigveda, evidenziando la loro presenza in India almeno dal II millennio a.C. e differenziandosi però notevolmente, nelle loro descrizioni e funzioni, dai Ratha utilizzati dalle divinità. Non a caso i carri umani erano gli strumenti che tutti conosciamo mentre quelli ‘divini’ possedevano ben altre particolarità come quella di poter volare nel cielo! Tra le divinità veliche Agni, dio del fuoco, utilizzava un Ratha nella sua funzione di messaggero tra gli dei e gli uomini. I Ratha vedici sono inoltre descritti come fatti di Salmali (RV 10.85.20), Khadira e Simsapa (RV 3.53.19).

Le ruote di un immenso Ratha cerimoniale a Gokarna (Karnataka, India)

Il riferimento a velivoli in grado di volare può essere ritrovato numerose volta nella letteratura vedica, tra questi testi anche lo Yajur-Veda descrive il funzionamento di queste macchine:

O ingegnere specializzato, tu che progetti navi oceaniche, spinte da motori ad acqua come quelli usati nei nostri aeroplani, che danno la capacità di alzarsi in verticale oltre le nubi e viaggiare in tutta la regione. Sii tu, prosperoso in questo mondo e vola attraverso l’aria e attraverso la luce” (Yajur Veda, 10.19)

Interessante notare come la descrizione dei Vimana presente negli antichi testi indiani, così come la conformazione dei carri Ratha, si amplifichi ulteriormente nella stupefacente architettura indiana. Nel sud dell’India, soprattutto nel Tamil Nadu, la parte apicale dei templi ricorda molto i Ratha finora descritti ma ancor più viene denominata Vimana, in ragione del fatto di essere il luogo più vicino tra  il luogo sacro e le stesse divinità, il luogo in cui dei e uomini si possono avvicinare per entrare in Contatto.

Non a caso nel Samarangana Sutradhara, testo di architettura dell’XI secolo, viene espressamente detto nel capitolo XXXI che i templi indiani furono realizzati ad imitazione degli antichi Vimana, per ricordarne la forma e la potenza! Il testo dopo aver dedicato ben 230 versi ad alcune modalità per costruire questi velivoli, impartisce perentorio l’ammonimento a non divulgare tali insegnamenti sottolineando come nello stesso testo fosse stata esposta solo una parte dei metodi costruttivi per evitare che potessero cadere nelle mani sbagliate. In tutti questi casi avviene qualcosa di eccezionale, il velivolo descritto non possiede più le valenze di un oggetto mitico ma la sua descrizione, e le stesse attribuzioni che ne vengono fatte, sembrano corrispondere a qualcosa di concreto ma soprattutto che l’antico redattore sembra avere visto con i propri occhi cercando di comprenderne e trascriverne le particolarità e la meraviglia ai posteri.

Tempio Anantha Vasudeva a Bhubaneshwar. Foto del 1869 (©British Library)

Il Rig Veda, uno dei testi sacri più antichi dell’umanità, cita alcuni dei Ratha/Vimana utilizzati dagli dei indicandone il sistema di funzionamento:

  • Jalayan – è un veicolo progettato per muoversi sia in aria che in acqua… (Rig Veda 6.58.3)
  •  Kaara – è un veicolo progettato per muoversi sia sulla terra che in acqua… (Rig Veda 9.14.1)
  •  Tritala – è un veicolo progettato per muoversi nei tre elementi… (Rig Veda 3.14.1)
  •  Trichakra Ratha – è un veicolo a tre motori progettato per muoversi nell’aria…(Rig Veda 4.36.1)
  •  Vaayu Ratha – è una veicolo sospinto da un motore ad aria… (Rig Veda 5.41.6)
  •  Vidyut Ratha – un veicolo sospinto da un motore potentissimo…è (Rig Veda 3.14.1).

Il termine Kathasaritsagara indica invece operai specializzati nella loro manutenzione, questi potevano essere dei Rajyadhara, esperti in meccanica e in grado di costruire navi oceaniche o dei Pranadhara, esperti nel fabbricare macchine volanti capaci di trasportare oltre 1000 passeggeri. I testi affermano che queste macchine erano capaci di coprire in pochi istanti lunghissime distanze. (Fonte: India Through The Ages: History, Art Culture and Religion, By G. Kuppuram p. 532-533).

 Tempelvogn, Sri Lanka

Un altro riferimento interessante è quello al Purunishshìdhvana Dadhika, letteralmente ‘veicolo che trasporta i suoi occupanti attraverso i cieli e fra i pianeti’, un Ratha la cui traduzione letterale ci rendere chiaramente manifesto lo scopo e la funzionalità di tale macchina.

Il nostro percorso di studio e ricerca ha avuto origine da una civiltà dimenticata e quasi sconosciuta, estremamente evoluta ma caduta completamente nell’oblio della storia, una cultura che lasciò ai posteri una imponente quantità di testi trasmessi prevalentemente in forma orale che queste stesse tradizioni affermavano provenissero da tempi e civiltà ancora più remote distrutte da immani cataclismi.

Il mondo vedico è una realtà ancora fonte di accesi dibattiti, di analisi che potrebbero condurre a riscrivere la storia stessa della nostra civiltà e a vedere con occhi diversi le origini della nostra specie. I Ratha sono una parte di questo patrimonio culturale e continueremo a studiarne e riscoprirne la storia nella speranza di poter portare un contributo alla comprensione del nostro passato.

Kumari Kandam

Kumari Kkandandam è un isola sommersa risalente a 11 000 anni a.C..

La maggior parte delle persone hanno familiarità con la storia di Atlantide, il mitico continente perduto descritto dal filosofo Platone.

Fino ad oggi, le opinioni sono ancora divise sull’esistenza reale di un continente sprofondato nelle acque dell’oceano migliaia di anni fa, e se prendere le parole di Platone alla lettera oppure considerarle come racconto allegorico.

Tuttavia, nel subcontinente indiano si tramanda un racconto simile, anche se molto meno noto rispetto a quello di Atlantide. Si tratta del continente perduto di Kumari Kandam, collegato poi alla teoria di Lemuria.

Il termine Lemuria compare per la prima volta nella seconda parte del 19° secolo, quando il geologo inglese Philip Sclater rimase sconcertato dalla presenza di fossili di lemuri in Madagascar e India, ma non in Africa e Medio Oriente.

Così, in un articolo del 1864 intitolato ‘The Mammals of Madagascar’ (I mammiferi del Madagascar), Sclater propose che il Madagascar e l’India un tempo furono parte di un continente più grande poi sommerso, denominando la massa mancante ‘Lemuria’.

 la proposta di un continente perduto non è solo la teoria per la spiegazione di un fenomeno biologico, ma un’idea che si tramanda nella letteratura antica da secoli, tanto che sono in molti a credere che il continente di Lemuria sia esistito realmente.

Tra questi vi è il gruppo di nazionalisti tamil. Il termine Kumari Kandam compare per la prima volta nel 15° secolo nel Kanda Puranam, una versione del 15° secolo scritta in Tamil dello Skanda Purana, il più vasto tra i diciotto Purana principali, nel quale sono riportate una serie di leggende su Shiva e i luoghi santi a lui collegati.

Il testo riprende alcune leggende riguardanti un’antica terra a sud dell’India sommersa dall’Oceano Indiano. Il riferimento più antico risale al 2° secolo d.C. ed è contenuto nel Silappadhikaram, uno dei cinque grandi poemi epici della letteratura Tamil. Secondo i racconti, “il mare crudele” prese la terra governata dai re Pandiyan, compresa tra i fiumi Pahruli e Kumari, corsi d’acqua che un tempo fluivano nel continente ormai sommerso.

Quando le teorie su Lemuria arrivarono nell’India coloniale, il popolo cominciò a considerare le antiche leggende come fatti storici. Come risultato, Lemuria fu rapidamente identificata con Kumari Kandam, caricando la leggenda di sentimenti nazionalisti.

I nazionalisti sostenevano che i re Pandiya di Kumari Kandam erano i governanti di tutto il continente, e che la civiltà Tamil fosse la più antica del mondo. Quando Kumari Kandam fu sommersa, la sua gente si sparse in tutto il mondo fondando diverse civiltà. Da qui, l’affermazione che il continente perduto è stato anche la culla della civiltà umana.

Mohenjo Daro, i primi riscontri e le analisi sulla radioattività

Dopo una lunga preparazione, anni di studio e ricerche, nonché una pianificazione del viaggio rivolta a non trascurare nessun elemento di valore e interesse, lo scorso dicembre abbiamo iniziato la nostra avventura in Pakistan, non scevra da qualche rischio ma carica di una grande emozione e di molte sorprese che avremmo incontrato lungo la nostra strada.

Così poco più di un mese fa, assieme ad una troupe documentaristica composta dal regista Diego D’Innocenzo e dal Direttore della fotografia Matteo De Angelis, abbiamo iniziato la nostra avvenutura assolutamente inconsapevoli che saremmo andati a vivere e sperimentare le bellezze di un paese incredibilmente unico.

Cercando di ripercorrere le tracce di un grande mistero del passato siamo giunti in alcuni dei siti archeologici più antichi del pianeta, luoghi appartenuti al popolo Harappa e alla sua misteriosa civiltà, nel tentativo di ricostruire la storia di David William Davenport, delle sue teorie e di analizzare i  riferimenti presenti negli antichi poemi epici indiani in cui si parla di guerre e di esplosioni, di Vimana e di tecnologie estremamente avanzate.

Durante la realizzazione del documentario abbiamo inoltre avuto modo di intervistare diversi studiosi che, a vario titolo, si sono interessati alla vicenda nel corso degli anni tra questi lo scrittore inglese Graham Hancock, autore di bestseller internazionali; il Dr. Fulvio Terzi, amico personale di Davenport; Giorgio Cerquetti, da decenni profondo conoscitore del misticismo indiano ed infine Mauro Paoletti, scrittore e studioso dei misteri che riguardano il passato dell’umanità.

Indubbiamente il Pakistan presenta ancora oggi i due estremi di una società divisa tra le antiche tradizioni e la modernità incalzante, due facce che si fondono in  una sinergia unica talvolta contrastante e difficilmente descrivibile a parole. Questa esperienza mi ha  insegnato ancor di più, però, a non dare nulla per scontato .
Così il primo elemento che abbiamo studiato è stata la possibile radioattività ambientale, memori delle teorie di Davenport. Abbiamo portato con noi un contatore Geiger ma, nei giorni di permanenza nel sito, non abbiamo riscontrato nessuna traccia di radioattività (ho preso a campione un minimo di 3 punti equidistanti tra loro con rilevazioni multiple protratte per diverso tempo).

Altrettanto fondamentale è stato però constatare come buona parte di Mohenjo Daro (e ancor di più il così detto ‘epicentro‘) risultasse  interamente cosparsa di vasellame fuso e vetrificato! Sono riuscito a portare con me alcuni campioni di roccia che sono già stati consegnati per le analisi di rito mentre in parallelo siamo a fine della stesura del libro a cui abbiamo dedicato molti anni dei nostri studi. Ma andiamo con ordine!

L’antefatto

Ho trattato spesso attraverso le pagine di ENIGMA, ma non solo, gli studi e le teorie di David William Davenport e chi ha potuto ascoltare le conferenze che ho tenuto su questo tema ha avuto modo di percepire, almeno lo spero, il fascino che questi territori da molti anni hanno riscosso in me. La possibilità di poterci recare personalmente nei luoghi studiati da Davenport e porre nuovamente sotto analisi, e per la prima volta in assoluto con strumentazioni scientifiche, quanto da lui teorizzato nel 1979 assieme al giornalista italiano Ettore Vincenti costituiscono non una conquista personale ma un piccolo passo rivolto verso tutti coloro che vogliono comprendere e conoscere la natura degli eventi anomali avvenuti in questa zona nel 2000 a.C.

La teoria proposta da Davenport è certamente articolata e di non facile ‘digeribilità’ per coloro che non sono avvezzi a certe tematiche e vide pubblicamente la luce nel libro ormai introvabile “2000 a.C.: Distruzione Atomica“.

Durante il loro viaggio, sul finire degli anni ’70, i due studiosi raccolsero campioni di roccia, vasellame e monili che risultavano fusi e vetrificati. Nessun evento naturale poteva spiegare quei ritrovamenti, nessun intervento umano sembrava in grado di poter generare una tale distruzione, a meno che Mohenjo Daro non fosse stata realmente teatro di qualcosa di diverso, una esplosione o qualcosa di simile avvenuta 4000 anni fa.

Dei suoi 100.000 abitanti, dagli anni ’20 ad oggi sono stati ritrovati solo 44 scheletri, nessuna tomba o sepoltura, corpi che si presentano come muti testimoni di una morte istantanea, avvolta ancora oggi nel mistero, a cui l’archeologia non è riuscita a dare una spiegazione e che in alcuni casi presentavano addirittura segni di calcinazione come se fossero stati esposti ad una intensa fonte di calore.

Ripercorrendo queste tracce siamo giunti in luoghi ancora oggi difficilmente raggiungibili riscoprendo, forse,  una verità a lungo dimenticata. Durante le nostre riprese nel sito archeologico di Mohenjo Daro abbiamo esplorato varie aree che fin da subito sono risultate totalmente cosparse da vasellame e mattoni fusi o vetrificati, come se fossero stati realmente esposte ad una fonte di calore molto elevata.

Nella volontà di non tralasciare nessuna strada abbiamo quindi cercato e tentato di trovare una spiegazione razionale a questi eventi ma niente è riuscito a giustificare la realtà che avevamo davanti. Parlando (in inglese) con alcuni dei responsabili del sito abbiamo potuto inoltre constatare come l’ipotesi degli “scarti di fornace” non fosse in grado, ne riuscisse, a giustificare la grande quantità ed estensione di oggetti deformati presenti nel terreno, e non neghiamo che dopo aver parlato con alcuni di loro dell’ipotesi di Davenport non ne siano rimasti affascinati.

L’estensione di questi detriti e il mistero sulla loro formazione sembravano realmente suggerire che un evento inspiegabile avesse colpito la città nel remoto passato.

La radioattività

Per quanto ci dividano oltre 4000 anni dall’evento atomico teorizzato da Davenport, nel caso in cui si fosse trattato di una esplosione di questo tipo, avremmo comunque dovuto rinvenire tracce della sua contaminazione.

Nel loro libro Davenport e Vincenti scrivevano “… allo stato attuale della tecnologia solo un ordigno nucleare può essere stato capace di creare contemporaneamente un’onda d’urto e un’onda di calore tali da lasciare le tracce che abbiamo rilevato a Mohenjo Daro”.

Riteniamo di aver trovato le tracce di una possibile onda di calore ma perchè il luogo non era radioattivo?

Personalmente pensiamo che l’ipotesi nucleare fosse l’unica che negli anni ’70, durante la Guerra Fredda, potesse spiegare e giustificare quanto trovato ma nessun altro elemento sembra aver mai comprovato questa asserzione. Le stesse analisi del ’79 fatte a Roma non parlano ‘mai’ di radioattività ma solo di vetrificazione, fusione e alte temperature.

Gli antichi testi indiani descrivono inoltre armi i cui effetti ricordano molto da vicino quelli di un’esplosione atomica ma è altrettanto vero che in questi stessi testi si parla specificatamente di armi ad ‘energia’, definite tejas astras, utilizzate dagli ‘dei durante le loro battaglie’. Se avvenne realmente un evento del genere è possibile pensare che la sua origine fosse diversa da quella nucleare?

Durante le nostre ricerche abbiamo identificato un’arma mitica, l’Agneya Astra, la cui descrizione sembra ricalcare fedelmente gli effetti descritti da Davenport, un’arma in grado cioè di sviluppare una fonte di calore estremamente elevata tale da riuscire a fondere le rocce ma altrettanto circoscritta da non contaminare e distruggere totalmente la zona interessata.

Ecco la descrizione dell’Agneya presente nel Drona Parva, settimo libro del Mahabharata:

Un unico proiettile caricato con tutta la potenza dell’universo, una colonna incandescente di fumo e di fiamme, luminosa come diecimila soli, si levò in tutto il suo splendore. Un’arma sconosciuta, un fulmine di ferro, un gigantesco messaggero di morte che ridusse in cenere l’intera razza dei Vrishnis e dei Andhakas”.

Gli effetti descritti non sono quelli di un’esplosione nucleare ma piuttosto quelli di un potente ordigno esplosivo! A tale riguardo vogliamo ricordare come un antichissimo testo indiano, lo Sukra Niti, parli esplicitamente delle modalità e dell’impiego di una “polvere nera” i cui effetti sono totalmente uguali alla polvere da sparo potenziata!

I rilevamenti effettuati

Non potevamo andare a Mohenjo Daro senza portare con noi un rilevatore Geiger, strumento in grado di rilevare la radioattività ambientale e fornire stime realistiche dei livelli presenti nel sito. Come si può vedere dalla mappa sotto riportata abbiamo sottoposto non meno di tre punti del complesso archeologico ad una analisi ambientale per cercare di capire se fossero presenti tracce o residui di radioattività così come ipotizzato da Davenport.

Per quanto le nostre rilevazioni si siano protratte per diverso tempo i risultati sono stati negativi, i valori rilevati non si discostavano dalla normale radioattività di fondo e neanche le rocce fuse o vetrificate che tappezzavano interamente alcune parti del sito hanno presentato la minima emissione di radioattività

Non nego che inizialmente tale esito ha lasciato in me una profonda delusione e amarezza ma ho continuato negli scopi che mi ero prefisso effettuando ulteriori rilevazioni, come la rilevazione del campo magnetico ambientale (totalmente nella norma), e iniziando a studiare il terreno che si estendeva sotto i miei piedi.

Se si fosse trattato di una esplosione atomica, per quanto siano passati più di 4.000 anni, avremmo comunque ritrovato i segni e le tracce della sua antica presenza. Un esempio chiarificatore sono le stesse Hiroshima e Nagasaki che, a distanza di 60 anni dalla deflagrazione delle prime bombe atomiche, risultano prive di una radioattività ambientale nociva per l’uomo per quanto esistano alcune zone che presentano ancora valori elevati e dannosi per la salute umana.

Nel caso di Hiroshima e Nagasaki le esplosioni avvennero in quota, ad un’altezza di circa  580 metri dal terreno, per cui sullo zenit dell’esplosione non si formò alcun cratere e consequenzialmente le radiazioni si dispersero in maggior misura nell’ambiente circostante piuttosto che interessare e permanere nel terreno.

Detto questo però, l’onda generata dall’esplosione e il fallout che ne derivò lasciarono ad Hiroshima e Nagasaki segni indelebili e una contaminazione permanente.

Se a Mohenjo Daro non era avvenuta una ‘esplosione atomica’ era comunque innegabile il fatto che l’intero perimetro dell’area incriminata (epicentro e zone limitrofe) fossero totalmente, completamente, pervase da ogni tipologia di rocce fuse, da mattoni e vasellame vetrificato ed esposto ad una temperatura elevata. Il fatto curioso, come scrisse Davenport, è che le strutture nelle immediate  vicinanze del così detto epicentro sono totalmente inesistenti, si presentano cioé come ‘monticelli’ che solo ad una analisi ravvicinata mostrano la loro natura di mattoni e vasellame rotto e sparso sul terreno.

Alle domande sollevate e ai reperti ritrovati si unisce una nuova scoperta, del tutto inaspettata ed effettuata dopo il nostro ritorno in Italia, una scoperta che sembra ulteriormente avvalorare la possibilità di una esplosione nell’antichità.

Tale evidenza si ricollega direttamente alle tipologie di detriti fusi ritrovati a Mohenjo Daro e si associa alle più moderne tecnologie belliche nonché al residuo di fusione provocato dalle esplosioni ad alta intensità e al calore da esse generato. Ci riferiamo alle “Trinititi” pietre che costituiscono il residuo fuso e vetrificato originatosi dopo i primi test atomici effettuati nel 1945 negli Stati Uniti, ma altrettanto similari ai residui originati da bombe dall’alto potenziale esplosivo come la BLU-82 (una testata bellica da 6.800 kg).

Un raffronto tra le due tipologie di rocce fuse che lascia senza parole.

Un parallelismo che risulta così evidente da legittimare necessariamente la domanda su cosa realmente fosse avvenuto a Mohenjo Daro 4000 anni fa!

Ecco alcuni dei campioni di vasellame e rocce fuse fotografati a Mohenjo Daro:

Abbiamo intrapreso il nostro viaggio alla ricerca di risposte e nella speranza di trovare le prove di antiche esplosioni, abbiamo trovato un filo comune che sembra legare la città di Mohenjo Daro, i Vimana e le storie descritte negli antichi testi indiani.

Il viaggio continuerà e approfondiremo molte delle tematiche trattate, per ora ci piace concludere meditando su una frase che scrisse Davenport,  “nel passato è sepolta la soluzione per il nostro futuro”.

Forse ristudiando il nostro passato potremo migliorare davvero il nostro futuro, evitare di commettere gli stessi errori e forse anche imparare quello che gli antichi hanno sempre detto, ma che noi non abbiamo voluto ancora veramente ascoltare.

David Davenport, la Carta del Cielo del Nord e le Rotte dei Vimana nel cosmo

Ignorata nei decenni, sepolta dai ricordi e da un silenzio assordante, alcuni anni fa durante le nostre ricerche siamo riusciti a recuperare uno degli ultimi studi che Davenport condusse poco prima di morire e che confluì in una mappa stellare che lui stesso chiamò ‘Carta del Cielo del Nord’ a cui lo studioso dedicò molti sforzi prima di spegnersi, costituendo una eredità da approfondire per le generazioni future.

Questa è probabilmente la prima volta che la Mappa di Davenport viene pubblicata in versione integrale e in buona risoluzione (analizzabile e studiabile). Ne abbiamo parlato profusamente nel nostro I Vimana e le Guerre degli Dei in cui abbiamo dedicato un intero capitolo al tema, cercando di approfondire le vere origini di questa mappa e gli aspetti principali che la riguardano.

Per quanto nota fin dalla sua prima composizione, la così detta Carta del Cielo del Nord non ha mai visto veramente la luce se non limitatamente, in sporadiche riviste di settore che non le hanno certamente dato il giusto valore e rilievo che avrebbe meritato. Una voluta coltre di silenzio che ne ha celato indebitamente l’esistenza per quasi 30 anni da parte di coloro che gridando alla libertà di informazione in realtà celano velleità ben più personalistiche e oscurantiste.

Siamo venuti in suo possesso grazie a due amici di Davenport, il primo che ce ne fece dono fu l’amico Giulio Perrone (già dirigente RAI) oggi scomparso ma a cui mi legò una profonda amicizia. E’ stato però grazie allo sforzo congiunto con il ricercatore e amico Fabio Siciliano che, dopo decenni di silenzio, i veri misteri dietro questa carta stellare sono finalmente potuti tornare alla luce.

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Dal 2009, con Fabio Siciliano, abbiamo sottoposto la mappa a minuziose analisi e solo oggi possiamo comprendere ciò che Davenport aveva iniziato a sviluppare, ovverosia una carta che descriveva le antiche rotte che gli dei indiani, identificati come visitatori cosmici, seguivano per giungere sul nostro pianeta ovvero l’esistenza di sistemi solari abitati da altre forme di vita.

Il tutto ci potrà forse suonare assurdo o incredibile ma riecheggiano nella nostra mente i versi del Padma Purana, testo noto almeno dal 500 a.C., in cui si afferma che “nel cosmo esistono 8.400.000 forme di vita, 900.000 delle quali sono acquatiche, 2.000.000 sono costituite da alberi e piante; 1.100.000 sono piccoli esseri viventi come insetti e rettili; 1.000.000 di volatili; 3.000.000 sono animali ed infine 400.000 sono specie umane“, quindi forme di vita intelligenti simili alla nostra!

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Sempre in riferimento alla Carta, e alle fonti attraverso cui fu realizzata, negli anni ho potuto ascoltare svariate e contrastanti ‘ipotesi’.

La realtà dietro tutto ciò ci viene fornita però dallo stesso Davenport, o meglio dai suoi diari che siamo riusciti provvidenzialmente a ritrovare, ed in cui lo stesso David fornisce gli elementi chiave per la risoluzione dell’enigma.

Abbiamo identificato il primo riferimento in un quaderno scritto nel 1980 in cui, alla data del 5 gennaio, Davenport scrisse “…interessanti notazioni per la ricerca, scoperte le coordinate dei tunnel spaziali e delle energie cosmiche nel Surya Siddhanta + astronomia nella preistoria umana + Mahabharata…”.

Da questa prima notazione si apprende come la fonte primaria da cui Davenport sviluppò la sua Mappa del Cielo del Nord fu grazie al Surya Siddhanta, il più antico trattato astronomico al mondo scritto in lingua sanscrita ed il cui nome letteralmente significa “il perfetto trattato degli Dei solari“.

Il testo possedeva, inoltre, un’origine ‘divina’. Secondo quanto scritto nelle sue stesse pagine venne infatti enunciato da un messaggero del dio del Sole, Surya, al famoso asura Maya Danava verso la fine dell’ultimo Satya Yuga.

Il 9 gennaio 1980 Davenport aggiunge “… osservata la posizione astronomica dei pianeti e delle costellazioni delle Nakshatra vediche, dal Vymanika Shastra dal Surya Siddhanta: e le rotte delle navi spaziali (i Vimana, n.d.a.) e dei campi di energia nei settori definiti”.

Il termine Nakshatra identifica le ‘case’ astronomiche indiane, il corrispettivo della nostra suddivisone in Costellazioni della volta celeste.

Davenport aveva speso molti anni a studiare gli antichi testi sanscriti e aveva potuto confrontarsi con i più importanti studiosi indiani di quel periodo. Ne deriva un quadro alquanto interessante ed emozionante in cui il più antico trattato astronomico al mondo (il Surya Siddhanta) e un testo sull’antica scienza aereonautica indiana (il Vymanika Shastra), oramai di comprovata genuinità, sembrano aver custodito per secoli e millenni informazioni che vanno ben oltre tutto quanto abbiamo fino ad ora trattato.

Alla data dell’11 gennaio 1980 Davenport annota “completata una bozza della mappa stellare”. Il lavoro febbrile compiuto in anni di ricerche, viaggi e traduzioni da antichissimi manoscritti sembrava essere giunto ad un punto di svolta, ad un traguardo che lo stesso Davenport, ritengo, non avrebbe mai pensato di raggiungere.

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Dobbiamo fermarci un momento per comprendere il contesto all’interno del quale si contestualizza la Carta realizzata da Davenport. L’India, e il meno conosciuto Pakistan, sono luoghi del tutto straordinari, realtà in cui sono state conservate per millenni conoscenze antichissime successivamente trasposte in lingua sanscrita.

La maggior parte di questi trattati non è disponibile nelle lingue occidentali e molti di questi testi esistono in forma di singolo manoscritto presso le biblioteche dei templi o addirittura, come evidenziato più volte, furono tramandati in forma orale da Maestro a discepolo attraverso la Sruti.

Si tratta di testi di carattere non solo religioso ma anche matematico, astronomico o scientifico. Il più noto è appunto il Surya Siddhanta, la cui traduzione moderna è basata su ‘ipotesi’, giacché il libro appare descrivere uno scenario astronomico che non si accorda sempre e completamente con quello odierno. Parimenti, i suoi contenuti ci presentano un livello di dettaglio scientifico e analitico totalmente straordinario.

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Veniamo alle analisi compiute assieme a Fabio Siciliano sulla Carta del Cielo del Nord. Per questioni di spazio saremo costretti a fornirne in questa sede solo un breve cenno ma siamo già alle prese con un’analisi molto più approfondita che cercherà di sondare ogni aspetto, mistero ed errore al fine di fornire al pubblico materiale che per troppo tempo è stato eclissato e che, invece, reclama il suo doveroso posto nella storia in memoria di chi lo realizzò.

La mappa fornisce una rappresentazione, nella nostra epoca, del cielo boreale in Ascensione Retta e Declinazione.
La Carta è costituita da cinque cerchi concentrici paralleli di latitudine celeste (Declinazione – Dec) centrati sul Polo Nord Celeste. Il cerchio più esterno è l’Equatore Celeste, i cerchi delimitano quattro corone circolari detti “annuli” o “quadranti” e sono distanziati di 20°. La mappa è divisa in 24 settori da altrettanti meridiani di longitudine celeste (Ascensione Retta – AR) fra i quali il meridiano zero (0h) dell’equinozio di primavera.

Da sinistra: David W. Davenport, Josier, Ettore Vincenti

La Carta non riporta tutte le stelle visibili ma solo alcune, evidentemente le sole ritenute “interessanti“. Vi sono indicate in tutto 65 stelle, due sono segnate invece fuori dalla mappa e una delle ‘rotte’ indicate conduce al sistema di Sirio A+B, mentre un secondo sistema stellare australe è indicato lungo l’Equatore Celeste in basso a destra ed è quello di Lambda Acquarii (FK5 871).

In basso a destra è riportata la firma del suo autore “David W. Davenport”, a testimonianza del certosino lavoro condotto dal ricercatore. Disgiunta dalla stessa mappa troviamo anche una tabella che amici vicini a Davenport ci hanno confermato essere stata realizzata dal giornalista Ettore Vincenti.

Dallo studio comparato della Mappa con le carte astronomiche più attuali e i testi più remoti dell’antica India emergono dati veramente sconcertanti.

Anzitutto la Mappa di Davenport mostra la posizione ‘attuale’ delle stelle e non, come sostenuto fino a poco tempo fa, una rappresentazione stellare del 10.000 a.C. Al suo interno, infatti, la Stella Polare si trova nella sua posizione odierna. Nel 10.000 a.C. il Polo Nord Celeste si trovava nella costellazione di Ercole, e non nell’Orsa Minore come avviene adesso e nella stessa Mappa in questione.

Secondo Fabio Siciliano ed il sottoscritto la Mappa di Davenport ha lo scopo prioritario di evidenziare alcuni sistemi stellari definibili come “notevoli” in quanto, secondo l’ipotesi di Davenport, abitati, e culla da cui provennero le ‘visite divine’ nell’India Vedica.

Oltre alla Terra, detta Bhuloka e posta nel centro, e ad una selezione di alcune stelle e costellazioni, nel cerchio centrale (entro 20°) ed intorno al terzo (50°) e quinto cerchio (90°, Equatore Celeste) sono presenti 10 scritte in Sanscrito. Nel complesso la mappa indica le rotte seguite dai Vimana e dai Deva, i loro occupanti, per raggiungere Bhuloka, evidenziando anche i gruppi di stelle abitate poste sui loro percorsi.

Le rotte tracciate sono le seguenti (in senso orario):

– Arturo-Polare;

– Altair-Polare;

– Altair-Andromeda;

– Polare-Andromeda;
– Andromeda

-Alcyone(Pleiadi);
– Polare

-Alcyone(Pleiadi);
– Alcyone (Pleiadi)

-Aldebaran(Iadi);
– Aldebaran(Iadi)

-Betelgeuse (passando per la Cintura di Orione);

– Betelgeuse-Capella;
– Capella-Polare;
– Polare-Betelgeuse;
– Polare-SirioA+B (fuorimappa).

Da notare che, giacché accanto alla Polare, Dhruva in Sanscrito, è parimenti indicata Bhuloka, il senso generale della mappa ci indica come la destinazione di molte delle rotte indicate fosse proprio la Terra. Nel complesso 7 percorsi su 12 puntano al nostro pianeta.

Nel quadro appena delineato una costellazione in particolare, e le sue stelle limitrofe, risultano di particolare interesse, Orione. Nella mappa di Davenport, e secondo le sue teorie, questo settore stellare sembra essere densamente ‘popolato’ e attraversato dalle numerose rotte stellari.

In concomitanza con la stella Alpha Orionis troviamo una denominazione interessante che Davenport riprese dal Surya Siddhanta. La stella, più nota come Betelgeuse, era chiamata in sanscrito Ardra, letteralmente ‘umida’ o ‘verde’! Forse ad indicare che in un pianeta prossimo a questa stella esistevano le condizioni per poter ospitare la vita?

Davenport fu profondamente interessato a questa zona della costellazione di Orione, in particolare modo ad un asterisco (o gruppo di stelle) denominato in sanscrito Mriga Shiras. Da non dimenticare come la stessa costellazione di Orione fosse stata profondamente importante per moltissimi popoli dell’antichità. Nel suo significato etimologico la parola ritroviamo la  parola plurale “nephilim”, nella Bibbia considerati gli angeli caduti o discesi sulla Terra. In aramaico il singolare “nephila” indicava proprio la costellazione di Orione così come per i caldei “niphla” indicava sempre Orione. E’ possibile ritenere che gli dei, o alcuni di essi, descritti negli antichi testi sanscriti provenissero proprio da questo settore galattico? Perché no!!!

La stella trae il suo nome moderno dalla distorsione della parola araba Ib al Jauzah, ma nella sua più antica forma pre-aramaica era composta dalle parole Beth, casa, ed El, Dei, letteralmente la Casa degli Dei.
Sia il nome sanscrito che quello pre-aramaico, per Davenport, sancirono il profondo valore di questa stella.

Nel pantheon delle divinità induiste Ardra/Betelgeuse è presieduta inoltre dal dio Rudra, antico nome di Shiva, la cui immagine fu rappresentata, in posizione Yoga, su alcuni sigilli rinvenuti a Mohenjo Daro e datati al 3000 a.C., cinquemila anni fa. Come abbiamo osservato nel nostro testo, la tradizione vuole che l’AdiYogi Shiva fosse ‘sceso’ sul monte Kailash oltre 40.000 anni fa e da qui, dopo aver meditato per un tempo lunghissimo, avesse impartito i propri insegnamenti ai SaptaRishi, i Sette Saggi.

fonte: http://www.enricobaccarini.com/

FLUORO ASSASSINO


USA ammettono : Il Fluoro Fa Male 

http://www.youtube.com/watch?v=1qsXc_nC6tQ&feature=sub

 

 Dalle devastanti sperimentazioni naziste, agli studi avanzati del “Manhattan Project” americano, ai gravi disturbi enzimatici della moderna profilassi mondiale

l sospetto è di quelli da far rabbrividire e inorridire al tempo stesso. Milioni di individui in tutto il pianeta avrebbero, secondo alcuni esperti, subito gli effetti devastanti di una delle sostanze più tossiche esistenti al mondo: il fluoro.Secondo questi studiosi la somministrazione sarebbe avvenuta in maniera totalmente trasparente ai cittadini, ossia tramite l’immissione di questa sostanza negli acquedotti urbani.C’è da premettere che il fluoro è più tossico del piombo e che produce effetti devastanti sul corpo: tumori e fragilità ossea sono solo alcuni esempi. Il fluoro è famoso: appare sistematicamente nei dentifrici, spacciato come baluardo all’insorgere della carie dentale. Eppure si sa che la sua assimilazione provoca disturbi fisici e psichici non indifferenti, mentre il fatto che venga addizionato all’acqua potabile rende impossibile la valutazione delle dosi assimilate. […]

FLUORO E ASPARTAME – VELENO PER UMANI – DEPOPULATION A.D.

http://www.youtube.com/watch?v=YFtOc8b8SMc&feature=fvst

Gli effetti del fluoro

Gli studi epidemiologici odierni condotti su acque fluorate negli USA dimostrano, invece, che il fluoro talvolta non sortisce alcun effetto contro la carie, anzi, in taluni casi la aggrava. I danni più visibili sono le macchie bianche sui denti, ma quelli a livello fisiologico sono peggiori. La situazione attuale non è tranquillizzante. Circa i due terzi di tutta l’acqua potabile degli Stati Uniti è fluorata, resistono solo alcune contee che non ne hanno ancora regolamentato l’uso. I dentifrici di tutto il mondo sono pieni di fluoro, e siamo bombardati da spot televisivi che ne tessono le lodi. Questo è un assurdo, perché il fluoro è un veleno potentissimo, un cosiddetto “veleno citoplasmatico”.

All’atto pratico stiamo subendo un vero e proprio avvelenamento legalizzato. Gli effetti dei fluoruri infatti, oltre a rompere le catene del DNA e RNA formando legami con i loro gruppi amidici e quindi risultando dannosi per la sintesi proteica e teratogeni, bloccano gli enzimi legandosi ai coenzimi al posto del Magnesio e del Fosforo. Il professor Steyn, farmacologo e tossicologo del dipartimento per la salute della Repubblica del Sud Africa, afferma: “I fluoruri sono fra i più potenti veleni enzimatici ad ampio spettro. Bloccano l’enzima lipasi ad una bassissima concentrazione, causano disturbi enzimatici scatenanti molteplici malattie, come allergie, arteriosclerosi, osteoporosi, tumori, oltre a malformazioni fetali”. L’accumulo di fluoruri nel corpo può essere considerato concausa nell’insorgere di malattie come il mongolismo, alterazioni cromosomali, labbro leporino, inoltre c’è una stretta correlazione nei bambini con danni ai denti causati da fluorosi e le malattie cardiache; in quanto il fluoro sottrae il calcio alla sua funzione di mediatore delle contrazioni cardiache. Secondo alcuni esperti tedeschi, piccole dosi di fluoro facilitano l’insorgere di tumori.

Nelle industrie dove c’è molta polvere di fluoro, i tumori polmonari sono più alti. In una miniera di fluorspato del Newfoundland (isola dell’Est Canada) dal 1933 al 1951 circa il 21% dei lavoratori furono uccisi da cancro polmonare. L’uso del fluoro nell’acqua potabile rappresenta un pericolo per le popolazioni di tutto il mondo, un pericolo che va fermato. Provoca gravi danni fisici e costituisce un mezzo di somministrazione di massa che ci riporta indietro di 50 anni, all’epoca delle sperimentazioni dei nazisti e delle loro disumane metodologie.

Come si suol dire: L’Informazione è tutto!   Guardate un pò da Wikipedia cosa ho trovato:

La recente diffusione di integratori anti-carie al fluoro consigliati da pediatri e dentisti in età infantile ha fatto sì che crescesse il numero degli studi sull’effettiva efficacia della sostanza e sui suoi effetti collaterali. Alcuni studiosi, tra cui il chimico Giorgio Petrucci, docente a contratto all’Università degli Studi di Firenze e autore del libro I pericoli del fluoro, sostengono che il fluoro non sia efficace contro la carie e che la convinzione che lo fosse sia stata diffusa a partire dagli anni ’40 senza prove scientifiche, sulla base di interessi economici (il fluoro è un rifiuto nucleare il cui smaltimento sarebbe troppo costoso[1]). Per via della capacità del fluoro di ridurre il quoziente intellettivo, alcuni sostengono che venga somministrato allo scopo di aiutare il controllo delle masse. Altra accusa mossa al fluoro è quella di concorrere all’indebolimento delle ossa. La soglia tra dose consigliata (un milligrammo al giorno) e dose sconsigliata (1,6 milligrammi al giorno) sarebbe troppo bassa.

Tanto per mostrarvi che non vi stiamo a raccontare fandonie, Marzia ha comperato un dentifricio in Francia ed io gli ho scattato delle foto.Ricordate casi come l’Aspartame?Prima “toccasana” e adesso citato in alcuni prodotti con la sigla “No Aspartame” perchè hanno scoperto che non fa certo del bene alla salute…Sarà un caso ma guardate un pò cosa trovate su questo dentifricio…Ho provato a cercare un dentifricio senza fluoro anche in un noto centro commerciale di Arma…l’unico era un dentifricio “salino”, stranamente più caro degli altri……ma se il Fluoro fa tanto bene, perchè i dentifrici nei quali è assente costano più cari!?

Guardate questo post che ho trovato sul forum: http://www.hybrid-syn…..e datato Settembre 2007.

L’UNICEF ha recentemente dichiarato: ” per decenni abbiamo creduto che il fluoroin piccole dosi non avesse effetti collaterali sulla salute.Ma sempre più scienziati stanno seriamente mettendo in discussionei benefici del fluoro, anche in piccole quantità. ”

..qui di seguito i ” bene../male.. ” del fluoro:

Il fluoro e’ stato piu’ e piu’ volte accusato di alterarecicli metabolici molto importanti.

Bioanalisi sugli animali suggeriscono che il fluoro è carcinogeno,specialmente per tessuti quali ossa (osteosarcoma), con esiti diosteoporosi dell’anca e possibili tumori al fegato.

Il potenziale carcinogenetico è supportato dalla geno-tossicitàe dalle proprietà farmacocinetiche dei fluoruri.

Il fluoro ha effetti negativi sul sistema nervoso centrale,determina alterazioni comportamentali e deficit cognitivi.

Il fluoro e’ un agente chimico molto attivo epuò causare anche problemi intestinali.

Il fluoro ha la capacità di inibire o alterare numerosi enzimi necessarial normale funzionamento del nostro organismo: metabolismo,crescita e regolazione cellulare..sono in aumento le richieste (..e le offerte) di dentifrici senza fluoro…

io  personalmente uso questo dentifricio, quando lo uso, perché di solito mi spazzolo solo con acqua e una goccia di olio essenziale di tea tree oil.

http://www.bellanaturale.it/759-thickbox_default/aloe-dentifricio-gel-eucalipto-e-malva-bjobj.jpg

Inci name: sorbitol, aqua (water), aloe barbadensis gel*, silica, xanthan gum, xylitol, sodium cocoyl glutamate, malva sylvestris extract*, glycerin, eucalyptus globulus oil*, limonene, potassium sorbate, sodium dehydroacetate. * da agricoltura biolaltre fonti di assunzione di fluoro sono:

• chewingum

• medicinali

• fertilizzanti

• bevande gassate (coca cola – pepsi etc…)

• te in bottiglia o lattina

• gatorade

• bastoncini di pesce (meccanicamente disossati)

• bastoncini di pollo (meccanicamente disossati)

• alcuni vini

• alcune birre

• cibi cucinati in contenitori col fondo in teflon

• alcuni sali da cucina fluorati

• alcuni tipi di anestetici (Enflurane, Isoflurane & Sevoflurane)

• sigarette
TRATTO DAL FORUM :  http://www.meetup.com/339bio/messages/boards/thread/4051208?thread=4051208

Il mondo in mano allo 0’1% della popolazione…

tratto da L’occhio di horus:


Non si capisce com’è che gli ebrei che rappresentano lo 0,1 percento della popolazione occupano non solo i trust economici (maggiori banche, assicurazioni e aziende trust) ma pure tutte le maggiori testate giornalistiche e televisive.

Parliamo in questo caso dell’Italia
Oltre ad Arrigo Levi – per anni editorialista di spicco de La Stampa di Torino – non possiamo non ricordare:

Vittorio Orefice, per anni cronista parlamentare di Rai Uno,
Alain Elkann, ex genero di Gianni Agnelli, giornalista diTelemontecarlo, opinionista di Capital, docente di letteratura italiana alla Columbia University e consigliere dell’ex sottosegretario ai Beni Culturali on. Vittorio Sgarbi,
Silvia Kramar, giornalista di Canale 5,
Fiamma Nirenstein, esponente della destra sionista e collaboratrice de La Stampa, L’Indipendente, L’Europeo e Panorama, nonché responsabile dell’Istituto di Cultura Italiana in Israele,
Gad Eitan Lerner, nato a Beirut, ex dirigente di Lotta Continua, giornalista di Rai Tre e, dal 1993 vicedirettore de La Stampa. Direttore, per un brevissimo lasso di tempo, del telegiornale di Rai Uno poi passato alla Sette,
Clemente J. Mimun, giornalista di Canale 5 poi direttore del telegiornale di Rai Due attualmente passato alla direzione di Rai Uno,
Enrico Mentana, già giornalista di Rai Due poi direttore del telegiornale di Canale 5 e testimonial di alcuni spot a favore dell’8 per mille da devolvere alle Comunità Ebraiche,
Roberto Amen, popolare conduttore del telegiornale di Rai Due,
Monica Setta, giornalista de La 7 e collaboratrice del Corriere della Sera,
Sara Cuneo, giornalista di Canale 5,
Claudio Della Seta, giornalista di Canale 5
Gustavo Rosenfeld, capocronista alla radio,
Umbero Ottolenghi, giornalista di Rai Due,
Lidia Sacerdoti, vicedirettore di Rai Due (rete che ospita la rubrica Sorgente di Vita),
Alice Luzzato Fegiz, segretaria di redazione del T.G. di Rai Tre,
Giorgio Saba, giornalista di Rai Tre,
Emanuele Milano, vicedirettore della Rai poi direttore di TMC,
Carlo Momigliano, vicedirettore di Publitalia, concessionaria pubblicitaria del gruppo Fininvest
Emanuele Ascarelli e Daniel Toaff, della rubrica Sorgente di Vita.
Paolo Mieli, Ex direttore Corriere della Sera, ora presidente di RCS Libri.
Corrado Augias, giornalista di Repubblica, conduttore Rai Tre, parlamentare europeo con il PDS 1994-1999.
Loris Gai, inviato al telegiornale di Rai Uno.

GIORNALISTI e SCRITTORI
SUSANNA TAMARO – Scrittrice
ROBERTO SAVIANO – Scrittore Gomorra (Di madre sefardita)
CORRADO AUGIAS – Scrittore e giornalista Raitre
ARRIGO LEVI – Giornalista
ENRICO MENTANA – Giornalista e conduttore televisivo
CLEMENTE MIMUN – Giornalista direttore Tg5. Tg1 Tg2
DAVID SASSOLI – Giornalista Tg1
RAFFAELE GENAH – Vicedirettore Tg1
MIRIAM MAFAI – giornalista Repubblica
RENZO FOA – Giornalista (figlio di Vittorio Foa) recentemente scomparso
RENATO MANNHEIMER – Sondaggista di Porta a Porta

MARCO TARADASH – Politico radicale e giornalista tv
ROBERTO AMEN – Giornalista TG2

LUCIANO ONDER – Giornalista TG2 trentatrè

LORENZO CREMONESI – Giornalista Corsera

FURIO COLOMBO – ex direttore Unità

IAS GAWRONSKI – giornalista Mediaset e politico FI
GIANCARLO LEHNER – giornalista Libero e parlamentare PDL
RICCARDO FRANCO LEVI – Giornalista e parlamentare PD
GAD LERNER – giornalista La7
SANDRO MAYER – giornalista e direttore giornali gossip
MASSIMO DELLA SETA – Tg5
MASSIMO RAVEL tg3
ALICE WEBLOWSKY tg5
FIAMMA NIRENSTEIN – Giornalista parlamentare PDL
OLIVIERO BEHA – giornalista polemista
PAOLO MIELI – Direttore Corsera, storico, editorialista RCS
MAURIZIO MOLINARI – giornalista inviato USA

ATTORI-REGISTI-SPETTACOLO

ALESSANDRO HABER – attore
BARBARA CAPOTONDI – attrice
MARCELLO CESENA – attore
ALESSANDRO D’ALATRI – regista
ARNOLDO FOA’ – attore
LUCA BARBARESCHI – attore e politico (madre ebrea)
GEORGE EASTMAN (Montefiori luca) – attore anni 70
JOELE DIX (Ottolenghi Davide) – attore-comico zelig
RAUL CREMONA – attore comico zelig
PAOLO HENDEL – attore comico zelig
FRANCA VALERI (vero cognome Norsa) – attrice
CLAUDIO AMENDOLA – attore
CARLO CROCCOLO – attore
ARIANNA DAVID – Attrice ex Miss Italia
ROSSELLA FALK – attrice
FRANCA FALDINI – attrice (moglie di totò)
MARTA FLAVI – conduttrice ed ex moglie di Costanzo
ROBERTO FAENZA – regista

che poi vedi che furbi si italianizzano il nome, come i cinesi

1) Franco Bernabè – EBREO
TELECOM ITALIA
Amministratore Delegato ENI
LA7
Amministratore delegato ROTHSCHILD EUROPE
Membro Trilateral

2) John Jacob Philip Elkann – EBREO
FIAT
LA STAMPA
consiglio di amministrazione RCS -Membro Bilderberg -Vicepresidente Aspen Istitute -Banca Leonardo

3) Carlo De Benedetti – EBREO
Nato in una famiglia benestante ebraica,
LA REPUBBLICA -L’ESPRESSO
Fondazione De Benedetti – Cherasco 1547 (ONLUS)

4) Antoine Bernheim – EBREO
Assicurazioni Generali
Banca Lazard LLC .Amministratore e vicepresidente MedioBanca

5) Mauro Masi – EBREO
DIRETTORE DELLA RAI

6) Ynon Kreiz – EBREO
Presidente e capo esecutivo di Endemol (tutta la programmazione Mediaset)

7) Giorgio van Straten – EBREO
Influente membro del Consiglio di Amministrazione della RAI.
Pochi sanno che, nell’Università di Tel-Aviv vi è un immenso database, nel quale vengono, in eterno, schedati coloro i quali hanno parlato in modo non ossequioso delle “Stato” nazista di Israele .
Se loro fanno le loro liste, perché noi non dovremmo fare le nostre?

I sayanim( gente lieta di servire il popolo di Israele pur vivendo in un Stato diverso)nelle nostre università collaborano con l’intelligence israeliana, che ha, proprio nella più grande università dello “stato ebraico”, il centro nevralgico della raccolta dati. Essi sono per questo da considerare persone potenzialmente pericolose. Ecco i loro nomi:
• Alam Khaled Fouad, Università di Trieste
• Ascheri Mario, Università Roma Tre;
• Bagella Michele, Università di Tor Vergata, Roma.
• Baldassarri Mario, Università “La Sapienza” di Roma.
• Basevi Giorgio, Università di Bologna.
• Bassan Fiorella, Università “La Sapienza”, Roma.
• Beato Fulvio, Università “La Sapienza”, Roma
• Belelli Andrea, Università La Sapienza Roma.
• Benagiano Giuseppe, Università “La Sapienza”, Roma.
• Bernardini Francesca, Università di Pisa.
• Biagini Furio, Universita` di Lecce.
• Bordoni Manlio, Università “La Sapienza”, Roma.
• Bosetti Giancarlo, Univ. di Tor Vergata, Roma.
• Bravo Anna, Università di Torino.
• Brawer Anna, Università di Torino.
• Burgio Alberto, Università di Bologna
• Cabib Elio, Università di Udine.
• Caffiero Marina, Università “La Sapienza”, Roma.
• Calboli Gualtiero, Università di Bologna.
• Calimani Dario, Università di Venezia.
• Calogero Francesco, Università “La Sapienza”, Roma.
• Camiz Paolo, Università “La Sapienza”, Roma.
• Campanella Luigi, Università di Napoli.
• Campelli Enzo, Università “La Sapienza”, Roma…
• Campos Boralevi Lea, Università degli Studi di Firenze.
• Campos Emilio, Università di Bologna.
• Canestri Jorge, Università Roma Tre.
• Caparra Gianvittorio, Università “La Sapienza” Roma.
• Capuzzo Dolcetta Roberto, Università “La Sapienza”, Roma.
• Cayre Yvon, Università “La Sapienza”, Roma..
• Ceccherini Pier Vittorio, Università “La Sapienza” Roma.
• Cerulli Luciano, Università di Tor Vergata, Roma.
• Cerutti Fusco Annarosa, Università “La Sapienza”, Roma.
• Cipriani Roberto, Università Roma Tre.
• Coen Giorgio, Università “La Sapienza”, Roma.
• Colarizi Simona, Università “La Sapienza”, Roma.
• Compagnoni Roberto, Università di Torino.
• Consarelli Bruna, Università Roma Tre.
• Contini Bruno, Università di Torino.
• Corbellini Gilberto, Università di Roma “La Sapienza”.
• Corradini Luciano, Università Roma Tre.
• Corsetti Renato, Università di Roma “La Sapienza”.
• Cremaschi Marco, Università Roma Tre.
• Cristiani Marta, Università di Tor Vergata, Roma.
• Cubelli Roberto, Università di Torino.
• Dall’Aglio Giorgio, Università “La Sapienza” di Roma.
• Della Cananea Giacinto, Università Federico II di Napoli.
• D’Amato Marina, Università Roma Tre.
• D’Antonio Mariano, Università Roma Tre.
• De Arcangelis Giuseppe, Università di Bari.
• De Concini Corrado, Università di Roma “La Sapienza”.
• De Plato Giovanni, Università di Bologna.
• Di Cesare Donatella, Università La Sapienza Roma.
• Diamanti Ilvo, Università di Urbino.
• Di Castro Carlo, Università La Sapienza Roma
• Di Chio Giuseppe, Università di Torino.
• Di Giulio Marco, Università di Firenze..
• Di Porto Bruno, Università di Pisa.
• Di Segni Silvia, Università Federico II di Napoli.
• D’Ondero Franco, Università “La Sapienza”, Roma.
• Donno Antonio, Università di Lecce.
• Fargion Daniele, Università “La Sapienza”, Roma.
• Fattori Marta, Università “La Sapienza”, Roma.
• Ferrara Alessandro, Università di Tor Vergata, Roma.
• Fieschi Cesare, Università “La Sapienza”, Roma.
• Foa Anna, Università La Sapienza Roma.
• Freschi Marino, Università Roma Tre.
• Fuà Galli della Loggia Ernesto, Università di Perugia.
• Galli della Loggia Ernesto, Università di Perugia.
• Garrone Edoardo, Politecnico di Torino.
• Giorcelli Cristina, Università di Roma Tre, Roma.
• Giuliani Rita, Università“La Sapienza” di Roma.

• Goglia Luigi, Università Roma Tre.
• Gramigna Anita, Università di Ferrara.
• Grilli di Cortona Pietro, Università Roma Tre.
• Grutter Ghisi, Università Roma Tre.
• Hassan Claudia, Università di Tor Vergata, Roma.
• Ingrao Bruna, Università “La Sapienza”, Roma.
• Israel Giorgio, Università La Sapienza Roma.
• Lanchester Fulco, Università “La Sapienza” di Roma.
• Lanciani Giulia, Università Roma Tre.
• Leuzzi Maria Cristina, Università di Roma Tre.
• Levi Fabio, Università di Torino.
• Levi Raffaello, Politecnico di Torino.
• Levi della Torre Stefano, Politecnico di Milano.
• Levy Danielle, Università di Macerata.
• Longo Nicola, Università di Chieti.
• Luchetti Marcello, Università Roma Tre.
• Machì Antonio, Università “La Sapienza”, Roma.
• Maffettone Sebastiano, Università Luiss-Guido Carli.
• Magnarelli Paola, Università di Macerata.
• Mannheimer Renato, Università Bicocca di Milano
• Manzocchi Stefano, Università di Perugia, Università Luiss-Guido Carli, Roma.
• Maragliano Roberto, Università Roma Tre.
• Marchetti Valerio, Università di Bologna.
• Marietti Piero, Università La Sapienza Roma.
• Marramao Giacomo, Università Roma Tre.
• Martinelli Adriana, Università di Cassino.
• Marzano Ferruccio, Università “La Sapienza”, Roma.
• Mazzamuto Salvatore, Università Roma Tre.
• Melloni Alberto, Università degli studi di Modena e Reggio Emilia.
• Montani Pietro, Università “La Sapienza”, Roma.
• Mordenti Raul, Università Tor Vergata di Roma.
• Morrone Adele, Università “La Sapienza”, Roma.
• Mortara Elèna, Università di Tor Vergata, Roma.
• Mugnai Paolo, Università “La Sapienza” ,Roma.
• Nelken David, Università di Macerata.
• Nivarra Luca, Università di Palermo.
• Nocifora Enzo, Università “La Sapienza”, Roma.
• Novelli Giuseppe, Università Tor Vergata.
• Oliverio Alberto, Università La Sapienza Roma
• Oliverio Ferraris Anna, Università La Sapienza Roma.
• Ottolenghi Emanuele, St. Antonys College Oxford, Inghilterra.
• Ottolenghi Livia, Università La Sapienza Roma.
• Pallottino Giovanni Vittorio, Università “La Sapienza”, Roma.
• Pancera Carlo, Università di Ferrara.
• Peppe Leo, Università Roma Tre..
• Perfetti Francesco, Università Luiss-Guido Carli, Roma.
• Picardi Nicola, Università di Chieti.
• Piccione Vincenzo Antonio, Università Roma Tre.
• Piga Gustavo, Università di Tor Vergata.
• Pinelli Cesare, Università di Macerata.
• Pinter Annalisa, Università di Ferrara.
• Piperno Aldo, Università Degli studi di Napoli Federico II.
• Pitzalis MariaVittoria, Università di Bari.
• Pitzalis Mario, Università di Bari.
• Pompejano Valeria, Università Roma Tre.
• Pons Silvio, Università di Roma “Tor Vergata”.
• Pontecorvo Clotilde, Università “La Sapienza”, Roma.
• Prastaro Agostino, Università “La Sapienza”, Roma.
• Procesi Lidia, Università Roma Tre.
• Righetti Marco, Università di Ferrara.
• Rossi Pinelli Orietta, Università “La Sapienza”, Roma.
• Rusconi Gian Enrico, Università di Torino.
• Saban Giacomo, Università “La Sapienza”, Roma.
• Sacerdoti Giorgio, Università Bocconi di Milano
• Salomoni Antonella, Università di Calabria.
• Saraceno Sara, Università di Torino.
• Sardoni Claudio, Università La Sapienza Roma.
• Scaraffia Lucetta, Università “La Sapienza”, Roma.
• Simone Raffaele, Università Roma Tre.
• Sinigaglia Roberto, Università di Genova.
• Sofia Francesca, Università di Bologna.
• Somogyi Giovanni, Università “La Sapienza”, Roma.
• Sonnino Eugenio, Università “La Sapienza”, Roma.
• Spada Paolo, Università La Sapienza Roma.
• Spizzichino Fabio, Università “La Sapienza”, Roma.
• Stella Salvatore, Università di Chieti.
• Tabusi Massimiliano, Università per stranieri di Perugia.
• Tagliagambe Silvano, Università “La Sapienza”, Roma.
• Teodori Massimo, Università di Perugia.
• Tranfaglia Nicola, Università di Torino.
• Trevese Dario, Università “La Sapienza”, Roma.
• Trincia Francesco Saverio, Università “La Sapienza”, Roma.
• Tucci Gianrocco, Università di Roma “La Sapienza”.
• Veca Salvatore, Università di Pavia.
• Veltri Giuseppe, Università di Halle-Wittenberg (Germania)
• Vignuzzi Ugo, Università “La Sapienza”, Roma.
• Violani Cristiano, Università “La Sapienza”, Roma..
• Volli Ugo, Università di Torino.
• Zaslavsky Victor, Università Luiss-Guido Carli, Roma
• Zatelli Ida, Università di Firenze.
• Zecchini Mirella, Università Roma Tre.
Eccovi ora i complici volonterosi dell’antisemita (perché ferocemente anti-araba) Fiamma Nirenstein. Questi signori vogliono mettere il bavaglio ad Internet, usando pagine come questa come miserabile preteso. Si tratta di una lista interessante e rivelatrice:

Fiamma Nirenstein (giornalista e deputato),
Giuliano Ferrara (direttore de Il Foglio),
Paolo Mieli (presidente Rcs Libri, ex direttore del Corriere della Sera: il “moderato” e “pensoso”, ha risposto all’appello dell’Ebreo Collettivo),
Angelo Pezzana (giornalista, informazionecorretta.com e Libero),
Ugo Volli (semiologo, Università di Torino),
Shmuel Trigano (professore, Universités à Paris X-Nanterre),
Giorgio Israel (Università La Sapienza),
Giulio Meotti (giornalista, Il Foglio),
Raffaele La Capria (scrittore),
Evgeny Kissin (pianist),
Gianni Vernetti (deputato, ex Sottosegretario agli Esteri),
Susanna Nirenstein (giornalista),
Peppino Caldarola (giornalista),
Alain Elkann (scrittore, consigliere Ministero Beni Culturali),
Carlo Panella (giornalista, Il Foglio),
Emanuele Ottolenghi (Senior Fellow, Foundation for the Defense of Democracies), Daniele Scalise (giornalista),
Giancarlo Loquenzi (Direttore, l’Occidentale),
Edoardo Tabasso (professore, Università di Firenze),
Leonardo Tirabassi (presidente Circolo dei Liberi Firenze, Fondazione Magna Carta),
Angelo Moscati (Presidente Benè Berith Giovani Italia),
Johanna Arbib (World Chairman Board of Trustees Keren Hayesod),
Giacomo Kahn (Direttore mensile Shalom),
Magdi Allam (parlamentare europeo),
Luigi Compagna (senatore),
David Cassuto (ex vicesindaco di Gerusalemme),
Riccardo Pacifici (presidente Comunità Ebraica di Roma),
Anita Friedman (Associazione Appuntamento a Gerusalemme),
Cecilia Nizza (Consigliere Comunità Ebraica Italiana, Gerusalemme),
Leone Paserman (presidente della fondazione Museo della Shoah di Roma),
Massimo Polledri (deputato),
Enrico Pianetta (deputato, Presidente Associazione parlamentare di amicizia Italia-Israele),
Alessandro Pagano (deputato),
Renato Farina (deputato, alle vostre autorità già noto come vostro agente Betulla),
Marco Zacchera (deputato),
Gennaro Malgieri (deputato),
Dore Gold (President, Jerusalem Center for Public Affairs, former Ambassador of Israel to the UN),
Norman Podhoretz (Writer, Editor-at-Large, Commentary Magazine),
Michael Ledeen (Freedom Scholar, Foundation for Defense of Democracies, già “persona non grata” in Italia),
Barbara Ledeen (senior advisor, The Israel Project: moglie di Michael),
Phyllis Chesler (Emerita Professor of Psychology and Women’s Studies, City University of New York),
Nina Rosenwald (Editor-in-Chief, http://www.hudson-ny.org ),
Harold Rhode (esperto di Medioriente, ex Pentagono)
Caroline Glick (editorialista, Jerusalem Post),
Rafael Bardaji (Foreign Policy director, FAES Foundation),
Raffaele Sassun (Presidente Keren Kayemeth LeIsrael Italia),
Max Singer (a founder and Senior Fellow, Hudson Institute),
George and Annabelle Weidenfeld (President, Institute for Strategic Dialogue),
Anna Borioni, (associazione Appuntamento a Gerusalemme),
Efraim Inbar (Director, Begin-Sadat Center for Strategic Studies),
Zvi Mazel (former Ambassador of Israel to Egypt and Sweden),
George Jochnowitz (Professor emeritus of Linguistics, College of Staten Island)

Questo Ragazzo ha Iniziato con Nulla. Ma Quello che ha Creato 6 Settimane dopo ti Lascierà a Bocca Aperta.

Quando viene chiesta la domanda: “Descrivimi la tua casa dei sogni”, la maggior parte delle persone probabilmente descriverà una casa molto grande con gli ultimi accessori tecnologici che costi svariati migliaia di euro. Per Steve Areen invece sono bastati $9,000 per creare la sua dei sogni e soltanto poche settimane durante una vacanza in Tailandia che farebbe invidia a chiunque.

Steve ha costruito la sua casa dei sogni in sole 6 settimane. Ecco da dove ha iniziato.

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Sotto la guida di un amico Thailandese, il suo cognato muratore e tanto olio di gomito la costruzione è stata veloce.

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Steve ha costruito la sua casa dei sogni sulla piantagione di mango del suo amico Hajjar Gibran.

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La struttura ha avuto un costo di $6,000

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La Tailandia offre mano d’opera e materiali a basso costo rispetto ai nostri standard…è incredibile quanto abbia pagato poco

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Altre decorazioni e rifiniture sono costate $3,000

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Il costo totale è stato di circa $9,000

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Dalle foto sembra ne sia valsa la pena

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Sono stati utilizzati mattoni, cemento ma anche materiali naturali

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Se dovesse costruire la  casa ora Steve userebbe mattoni di terra compatta

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Sia che diventasse la tua prima casa o casa vacanze, di sicuro sarebbe perfetta e rilassante

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Immaginati di dondolarti per ore appeso al soffitto su questa amaca…

 

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…o di contemplare lo stagnetto di fronte al salotto

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Steve ha costruito la casa in modo che sia possibile muoversi anche sul tetto grazie a una serie di scale orginali

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Al suo interno, la natura è il tema che predomina

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Steve orgoglioso della sua “creatura”

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Ogni giorno sarebbe come una vacanza

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…Tailandia arrivo!!

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Hajjar Gibran, l’amico che ha aiutato Steve nella costruzione della casa, ha creato un’azienda che costruisce case simili. Visita il suo sito per ulteriori informazioni sul processo di costruzione.

Steve ha avuto la fortuna di viaggiare in tutto il mondo, guarda le sue foto sul suo sito personale.

Fonte: Steve Areen

Anche se non hai intenzione di costruire una casa simile, condividi la notizia cliccando qui sotto. La casa è fantastica!

Karen Hudes: “GLI ALIENI SI NASCONDONO IN VATICANO!!!”

tratto da http://luniversovibra.altervista.org/

Queste informazioni che Karen Hudes discute in un’intervista di 32 minuti con “Future Money Trends” qualche settimana fa, si riferisce direttamente ad una serie di temi in materia di Alieni e ad un possibile imminente annuncio.

“Questa razza ha grandi cervelli. Sono molto diversi dall’homo sapiens. Il loro DNA è così diverso che se le due specie si accoppiassero, la loro prole sarebbe sterile e sappiamo questo perché il loro DNA è stato appena testato. Ci sono teschi loro dappertutto”. – Karen Hudes, 7 marzo 2014

teschio allungatoLa menzione di una seconda specie che vive insieme all’homo sapiens, può effettivamente riguardare i teschi allungati di Paracas. I recenti test del DNA mostrano che sono una specie separata dagli esseri umani.

http://kahudes.net/about-us/

http://kahudes.net/about-us/

In primo luogo, è importante sapere chi è Karen Hudes. Karen Hudes ha studiato legge alla Yale Law School and Economics presso l’Università di Amsterdam. Ha lavorato negli Stati Uniti presso la US Export Import Bank dal 1980-1985 e successivamente presso il servizio giuridico della Banca Mondiale dal 1986-2007 dove diventa Senior Counselor.

Mentre stava lavorando presso la Banca Mondiale, le capitò di scoprire un sacco di corruzione. Arrivò al punto in cui non poteva più tacere e, seguendo le procedure corrette, segnalò le sue scoperte, in primo luogo, al World Banks Evaluation Department e direttori nazionali e, poi, al Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti e al Congresso degli Stati Uniti .

Tutte le sue denuncie sono state ignorate e, in alcuni casi, completamente insabbiate. Così si rivolse al pubblico.

Negli ultimi anni, coinvolgendo altri informatori, ha iniziato a collegare i puntini. Ha scoperto che la corruzione non era solo presso la Banca Mondiale, ma anche nel tessuto della totalità dei sistemi finanziari e politici globali. Lei ha definito la situazione una ‘cospirazione globale’

A 23 minuti circa del seguente video, Karen Hudes inizia a rivelare le informazioni che riguardano una razza extraterrestre che si nasconde nel Vaticano.

L’INTERVISTA A KAREN HUDES

Future Money Trends: “Chi sta chiamando i colpi in Vaticano. Io parto dal presupposto che non è il papa.”

Karen Hudes: “Beh, c’è qualcosa chiamato il papa nero, ma che è umm … non è questa la ragione ultima per cui siamo stati in difficoltà. Quello che abbiamo scoperto, e questo suona inverosimile ma assolutamente corretto e anche se tenuto segreto non vuol dire che non sia vero, vi è una seconda specie intelligente che vive su questo pianeta.

Essi non sono extraterrestri e sono da molto insieme a noi. Hanno fatto le mappe nella precedente era glaciale. I resti della loro civiltà si trovano ovunque. Un sacco di volte trovate sommerse lungo la costa perché umm … il livello del mare è salito di 400 metri. Questo gruppo ha grandi cervelli. Sono molto diversi dall’homo sapiens”.

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Sopra: La Mappa di Piri Reis

“Il loro DNA è così diverso che se le due specie si accoppiassero, la loro prole sarebbe sterile. Sappiamo questo perché il loro DNA è stato appena testato. I loro teschi sono stati trovati dappertutto perché sono stati sulla Terra sempre insieme a noi, ma dopo l’era glaciale non ce ne sono molti di loro. E così sono stati nascosti e uno dei luoghi dove si nascondono è in Vaticano. Ecco perché in Vaticano s’indossano quei mitra. Si scopre che i sommi sacerdoti già li portavano nei primi inizi del giudaismo”.

Qui però vorrei aggiungere che era consuetudine in civiltà egizie( e in altre civiltà nel mondo) alla deformazione del cranio allungandolo con fasciature strette, come per voler assomigliare a loro, quindi è probabile che nn tutti i crani ritrovati appartengano a questa specie.

vicari“Mosè, in realtà, era Akhenaton che era un faraone. Lo sanno perché un papiro preso da una delle piramidi, parla di questo. Gli archeologi che hanno scavato in Israele lo sanno e il motivo è che, non solo cercano di tenere gli esseri umani sotto controllo tramite il divide et impera utilizzando il nostro sistema monetario [e lo sport], ma lo fanno anche per mezzo della religione”.

 Lei cita questo ma io da altre fonti so che Mosè era il consigliere del Faraone, chiamato Ramose.

akenathon“La religione organizzata cerca di ottenere, dagli esseri umani, l’odio per persone di fedi diverse in modo che essi si uccideranno a vicenda … cosa posso dire, c’è la possibilità che ci stiano usando come del bestiame. Questo è ciò che sta succedendo nella nostra storia”.

Future Money Trends: ”Okay Karen. Cosa hai visto che ti rende così sicura da rendere questa notizia pubblica?”

anunnakiKaren Hudes: “Perché ho inviato una e-mail ad un collega in Portogallo e il giorno dopo è andato ad una riunione di banchieri. Quando è tornato mi ha mandato indietro un email dicendo che in quella riunione c’era un individuo con un grosso cranio e con gli occhi azzurri”.

“Un’altra persona, in contatto con il dottor Edward Spencer, che è un neurologo in pensione, iniziò a parlarmi di questo. Mi disse che un suo amico andò in Egitto e vide questi homo (cepranensis?) in giro. I loro crani sono su tutto il pianeta. Questa non è una teoria della cospirazione. Proprio perché questo gruppo ama nascondersi, gli piace accusare la gente di fare teorie del complotto, ma questi sono fatti”.

Karen Hudes dice anche: “Sono andata ad una riuniione dell’Organizzazione Internazionale delle Istituzioni Superiori di Controllo e mi è stato detto di collaborare con tutti gli informatori del mondo … stiamo per rivelare la verità su questa vicenda”.

FONTE: http://www.redflagnews.com/headlines/crazy-former-world-bank-sr-counsel-discloses-the-existence-of-a-second-species-on-earth-hiding-at-the-vatican

SPUNTO TRAMITE: http://ununiverso.altervista.org/blog/intervista-a-karen-hudes-gli-alieni-si-nascondono-in-vaticano/

SITO DI KAREN HUDES: http://kahudes.net/about-us/