IL SALUTO DEL SOLE Surya Namaskara

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Il mantra ” Om Shanti”, un suono per pacificare l’anima

( tratto dal blog INSEGNAMENTI DI LIBERAZIONE DEL BUDDHISMO TIBETANO)

I saggi che scrissero i Veda  (i più antichi libri sapienziali), dopo aver esaminato la respirazione e il linguaggio, scoprirono che ogni suono, ogni vibrazione  ha un suo specifico effetto sensoriale che, oltre all’udito, coinvolge tutto il corpo.

Il sanscrito è una di quelle lingue come l’aramaico dove le parole sono formate da vibrazioni specifiche; dove il suono e la forma sono la stessa cosa, il suono e la sensazione sono la stessa cosa, il ripetere un suono permette il manifestarsi di quella forma.

Ad esempio  la vibrazione della parola pace è il suono Sh. Pace in sanscrito si dice  infatti Shanti (si pronuncia scianti). Pronunciando queste due parole, pace e shanti, avremo lo stesso effetto culturale ma un diverso effetto sensoriale e vibratorio.

Viene spontaneo per dire a qualcuno di tacere , o per calmare qualcuno che soffre o un bambino piccolo che piange, pronunciare a lungo il suono  sccc  come in sci, proprio per portare calma, pace. Questo è un esempio conosciuto e sperimentato da tutti di come l’effetto vibratorio di una  ripetizione per diversi minuti, con o senza accompagnamento musicale, del suono Scc (shanti)  produca un effetto rilassante sui sensi e il sistema nervoso di chiunque anche di chi non conosce il significato della parola.

Anche in natura l’onda emette lo stesso suono e questa ha la capacità di mettere pace  all’interno di noi stessi, perché  questo suono vibra come il pensiero di pace.

In ebraico antico pace si dice Shalom, in sanscrito Shanti, in aramaico Heshusha, e hanno la stessa radice di: Yeshua, Shiva, Krishna, Krishtos, Sciamano, tutto ciò che porta quiete nella mente ha questo suono.

Il Mantra Om Shanti significa pace nella mente, nella parola e nel corpo; credo che se tutti potessimo essere davvero in pace e portare la pace nelle nostra vite, la nostra energia potrebbe viaggiare così anche verso gli altri , senza parole, diventando  contagiosa . Non abbiamo dunque timore ad usare questo suono, a  mettere in questo suono tutto il nostro amore, la nostra compassione, il nostro desiderio di provare o di sollecitare quiete, il nostro potere di volontà di comunicare pace.

Nel ripetere questo mantra Om Shanti possiamno seguire questa sequenza, (il trattino indica la pausa): Om-Shanti Om- Shanti Shanti Shanti Om- e poi continuate Om-Shanti Om-Shanti Shanti Shanti Om…. Ripetendolo per  qualche  minut0 di seguito.

la ghiandola pineale e il risveglio di coscienza

I campi elettromagnetici limitano la ghiandola pineale e la consapevolezza umana.

EpifisiMentre l’umanità continua il suo viaggio nel nuovo millennio, la tecnologia e la comunicazione giocano un ruolo sempre più importante nella vita di ognuno di noi: la maggior parte delle persone nei paesi sviluppati, sono collegate tra loro tramite telefoni cellulari, tablets e computers. Le case moderne hanno una crescente varietà di apparecchi elettrici/elettronici, dai modem wireless, agli elettrodomestici intelligenti, ecc. Le persone oggi sono dunque continuamente esposte a campi elettromagnetici artificiali (artificial electromagnetic fields: EMF), aspetto che molti scienziati considerano piuttosto dannoso per il corpo umano.

Anche se qualcuno potrebbe ancora dubitare, sul fatto che un uso prolongato di dispositivi come il cellulare, possa causare cancro e tumori cerebrali, tuttavia va riconosciuta la prova documentata, in cui si evince che i dispositivi elettronici possono perturbare la funzione cerebrale. “La International Agency for Research on Cancer” (IARC: Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro), classifica i campi elettromagnetici (EMF) come “probabili cancerogeni” per gli uomini, in quanto in grado di indurre la trasformazione di cellule normali in cellule cancerogene.

Tra le ricerche condotte sugli effetti dei campi elettromagnetici, troviamo uno studio condotto da “Bary W.Wilson” ed altri, pubblicato nel “Journal of Pineal Research”. Wilson & co. hanno esaminato i possibili effetti di questi campi negli esseri umani e in particolare sulla funzione della ghiandola pineale, a seguito di un’esposizione ad un  campo elettromagnetico di 60 Hz. Nello studio, i ricercatori hanno misurato la secrezione urinaria della “6-sulfatossimelatonina: 6-OHMS”, un metabolite urinario stabile della “melatonina”, che è l’ormone prodotto dalla ghiandola pineale. I ricercatori hanno misurato questa secrezione in un totale di 42 individui: alcuni dei quali avevano usato delle coperte elettriche a filo polimero continuo o CPW (che si accendevano e spegnevano circa due volte, quando in uso, producendo campi magnetici che erano circa il 50% piu’ forti di quelli provenienti dalle coperte convenzionali), mentre altri solo coperte elettriche convenzionali, per la durata di 8 settimane.

Cosi riportano i ricercatori: “I volontari che avevano usato  le coperte elettriche convenzionali, non mostravano variazioni nella secrezione di 6-OHMS, sia come gruppo che come individui. 7 dei 28 volontari che avevano usato le coperte CPW mostravano cambi significativi nella secrezione media notturna della 6-OHMS. Sulla base di queste scoperte, ipotizziamo che l’esposizione periodica alla corrente continua e alla elettricità di estrema bassa frequenza o a campi magnetici di sufficiente intensità e durata, possano avere, in certi individui, delle conseguenze sulla funzione della ghiandola pineale”. (Journal of Pineal Research)

Un altro studio è stato fatto all’Università di Berna, in Svizzera, sugli effetti dei campi magnetici di 16.7 Hz, sempre sulla secrezione di 6-OHMS. Questo studio si è basato sulla comparazione dei livelli di 6-OHMS in 108 soggetti maschi, che lavoravano tutti come ferrovieri. La misurazione dei livelli di 6-OHMS è stata effettuata sia durante i loro periodi di riposo, sia nei giorni di servizio sui motori azionati elettricamente, o mentre lavoravano sotto le linee di trasmissione. E si riscontrarono elementi simili: “I risultati supportavano l’ipotesi che campi magnetici di 16.7 Hz alterassero la secrezione della 6-OHMS, negli uomini esposti a tali campi magnetici”. (National Center for Biotechnology Information)

Più  recentemente, “Malka N.Halgamuge” della University of Melbourne in Australia, ha ulteriormente indagato gli influssi dei campi elettromagnetici prodotti dall’uomo, sulla ghiandola pineale. Halgamuge afferma nella sua ricerca, che la ghiandola pineale  riconosce facilmente i campi elettromagnetici come luce, e questo fatto determina una riduzione della produzione di melatonina. Egli afferma: “I risultati mostrano quanto sia significativo il disturbo sulla melatonina, causato dall’esposizione a campi elettromagnetici deboli, fattore che a lungo termine può portare a conseguenze sulla salute degli uomini.” (Malka N.Halgamuge – Oxford Journals)

La sede della consapevolezza

La ghiandola pineale è una piccola ghiandola delle dimensioni di una nocciolina, collocata profondamente nella parte posteriore del cervello, le cui funzioni sono ancora per la maggior parte ignote. Recenti studi hanno dimostrato che essa è responsabile della formazione della melatonina, un ormone il cui ruolo attualmente riconosciuto è quello di regolare il ritmo sonno-veglia e i cicli luce-buio, di contribuire al nostro benessere e alla nostra felicità e di combattere i radicali liberi che danneggiano i neuroni. Sembra però che la ghiandola, in particolari condizioni, possa produrre anche un’altra sostanza, il tetrahydro-carboline, un principio attivo che si trova anche nella pianta del Soma. Ebbene, si racconta che i poeti dell’India antica bevessero il succo tratto da questa pianta e che questo avesse un potere stimolante e allucinogeno, che avesse cioè la magica capacità di mettere in connessione il finito con l’infinito, di alterare lo stato di coscienza e condurre alla tanto ambita consapevolezza cosmica.

E’ stato documentato, come abbiamo visto, che la ghiandola pineale è sensibile a tutti i tipi di campi magnetici, incluso quelli geomagnetici delle tempeste solari (Sun’s solar storms) ed è anche estremamente sensibile alla calcificazione dei tessuti, soprattutto se esposta al fluoro (il quale viene attratto magneticamente dalla ghiandola pineale stessa), causando una serie di disturbi mentali.

Culture antiche e moderne e alcuni ambiti spirituali, credono poi che la ghiandola pineale sia la sede del “terzo occhio”: ovvero la sede dell’anima umana, almeno secondo il filosofo francese “Cartesio”, e che regoli la nostra consapevolezza. Le scansioni al cervello rivelano infatti che l’attività della ghiandola pineale aumenta con la meditazione, e molti credono che essa si possa sintonizzare su certe frequenze, determinando un senso di euforia e benessere.

Coloro che hanno avuto “esperienze spirituali”, specialmente dopo la pratica di esercizi di attivazione della ghiandola pineale, sanno già che il corpo può in effetti essere sintonizzato a ricevere certe onde di frequenza di energia, positiva o negativa, e che qualsiasi cosa agiti la funzione ottimale del corpo umano, disturbi anche il potenziale dell’essere umano, nel dare e ricevere energia positiva.

Se la consapevolezza umana è veramente  condizionata dalle prestazioni della ghiandola pineale, e quest’ultima viene condizionata in modo negativo e avverso dalla radiazione elettromagnetica dell’ambiente, allora stiamo seriamente danneggiando  la nostra consapevolezza, sovraesponendola/ci a tale radiazione?

In questa luce, sembrerebbe che mettere in piedi enormi infrastrutture pubbliche, in grado di inondare i nostri corpi e le nostre ghiandole pineali con una miscela caotica di potenti frequenze, possa essere un’altra delle più grandi “cantonate” dell’umanità. Senza dire che alcuni sistemi di “irraggiamento” elettromagnetico, potrebbero, come sostengono alcune teorie di tipo complottistico, anche essere stati ideati appositamente da poteri occulti e perversi, proprio allo scopo di impedire un aumento di consapevolezza nell’umanità.

Proprietà “piezoelettriche” della ghiandola pineale

La ghiandola pineale è dunque molto più di quello che insegnano ai corsi di medicina e gli antichi mistici e filosofi forse avevano ragione nel reputarla la sede dello Spirito. Ci sono dei capitoli della scienza che a volte giacciono abbandonati su vecchi scaffali, e altre volte vengono menzionati nei testi universitari, ma senza nessun tipo di approfondimento.

Nella mente dei giovani studenti e di molti ricercatori questi capitoli vengono automaticamente archiviati nella sezione della memoria “nulla di importante”, e così campi di studio promettenti non vedono mai la luce. Il così detto “DNA spazzatura” ne è un esempio: da decenni gli studenti di medicina, biotecnologia, farmacologia, non si pongono nessuna domanda quanto viene insegnato loro che più del 90% del DNA non serve a nulla, è spazzatura. Eppure pochi minuti prima il docente ha certamente spiegato loro che gli organismi viventi sono quanto di più perfetto e ottimizzato esista, avendo organizzato i loro processi biochimici per non sprecare nulla.

Un altro di questi capitoli misteriosamente sottovalutati, è quello relativo allo studio della ghiandola pineale o epifisi. Abbiamo già detto che essa secerne la melatonina, un ormone con molte proprietà: regola il ritmo sonno veglia, interagisce con l’inibizione della secrezione degli ormoni sessuali, stimola il sistema immunitario e ritarda l’invecchiamento. Ci sono inoltre tre caratteristiche curiose della ghiandola pineale:
– è l’unica parte del cervello a non essere doppia;
– è molto vascolarizzata;
– produce una sabbiolina a base di idrossiapatite ed alluminio, che col tempo si sedimenta al suo interno.

Più di questo, testi universitari e docenti, non dicono. Eppure alcune delle famose ricerche abbandonate sugli scaffali, hanno dimostrato meccanismi interessanti. Ad esempio, nel 1996 un gruppo di ricerca che vedeva coinvolti istituti americani ed israeliani, ha scoperto proprietà “piezoelettriche” nella sabbia a base di idrossiapatite che si sedimenta nella ghiandola.

La proprietà piezoelettrica è la stessa che rende possibili i grandi concerti rock. I tondi grigi che stanno sul pick-up a contatto con le corde di una chitarra elettrica, sono dei cristalli in grado di trasformare le vibrazioni meccaniche delle corde in impulsi elettrici, i quali vengono poi trasferiti attraverso un cavo fino agli amplificatori. Questa è la proprietà piezoelettrica: la capacità di trasformare delle vibrazioni in impulsi elettrici.

Questa stessa capacità, ora si è scoperto, la abbiamo anche noi grazie alla ghiandola pineale e alla sua sabbiolina. Eppure ancora oggi pochi sono i ricercatori che se ne curano. I piezoelettri oltre che nella musica vengono applicati negli orologi al quarzo, nei cellulari, negli altoparlanti, nelle stampanti, nelle radio e in molte altre situazioni. Beh, dovremmo chiederci allora che tipo di funzione possano essi avere nel nostro cervello, viste tutte queste applicazioni nelle tecnologie.

Infine, coincidenza vuole, che la posizione di questa ghiandola, proprio vicina al centro del chiasma dei nervi ottici, sia molto simile a quella del “terzo occhio” indiano. E guarda caso questa ghiandola, come gli occhi è sensibile alla luce. Quello che emerge, è che il ruolo dei campi elettromagnetici sia dunque centrale e assolutamente rilevante, nel funzionamento del nostro organismo. Vi lascio quindi con un’ultima evidenza scientifica, forse in grado di far riflettere: anche il DNA ha proprietà piezoelettriche e queste sono già state studiate da ricercatori come “J. Duchense”, “J. Polonsky” e “P. Douzu”.

Fonti: http://portalemisteri.altervista.org/blog/la-ghiandola-pineale-e-il-risveglio-della-coscienza/
http://www.thelivingspirits.net/php/articolo.php?lingua=ita&id_articolo=611&id_categoria=12&id_sottocategoria=60
Rivisto da Fisicaquantistica.it

LO SPIRITO CHE GUARISCE

E’ proprio così, oggi i neuroscienziati hanno fatto una grande scoperta: lo spirito può guarire il corpo. Essi raccontano stupefatti, e ancora increduli, di come lo spirito possa modificare la struttura biologica del corpo, aiutandola a superare la malattia.

MeditareVale a dire di come qualcosa di non misurabile, pesabile, visibile, possa in qualche modo modificare il visibile, pesabile, misurabile. Meditare, fare Yoga e pensare positivamente – si legge su “Der Spiegel”, uno dei più diffusi e autorevoli settimanali tedeschi (maggio 2013) – conquistano ora anche la medicina ufficiale. Quello che decine di tradizioni sapienziali, centinaia di ricercatori indipendenti, e migliaia di persone praticano quotidianamente e hanno sempre saputo e sostenuto, oggi è finalmente verità scientifica!

Qui di seguito i risultati di alcune interessanti ricerche su questo argomento:

Iniziamo da due autorevoli psicologi, Vladimir Bostanov e Philipp Keune, i quali avrebbero scoperto l’azione guaritrice dello spirito sul corpo umano, mediante esame neurologico (misurazione dell’attività elettrica delle cellule cerebrali) del cervello dei soggetti sotto indagine, prima e dopo un corso di meditazione.

I risultati di questo studio hanno evidenziato come il cervello, dopo il corso di meditazione di otto settimane, abbia significativamente incrementato la propria reattività. Il cervello dei soggetti che lavoravano meditativamente aveva imparato a non rimuginare continuamente, indirizzando le risorse di attenzione liberate concentrandosi sul test. “Meditare aiuta i pazienti a controllare la propria attenzione e li rende meno inclini a perdersi in pensieri negativi”, ha dichiarato il Dr. Keune.

Allo stesso modo di Keune anche la psicologa Bethany Kok, sta indagando il potere di guarigione della mente. La scienziata americana studia in particolare il nervo vago. Insieme ai colleghi della University of North Carolina, la Kok ha portato avanti un interessante esperimento: per nove settimane, 65 donne e uomini, ogni sera, dovevano annotare in un questionario i sentimenti e le esperienze sia positivi che negativi della giornata. La metà del gruppo partecipava poi a un corso di meditazione dove si imparava ad esprimere emozioni come amore, gentilezza e compassione. Bethany Kok ha presentato il risultato della ricerca sulla rivista “Psychological Science”: ebbene, il tono del nervo vago di coloro che meditavano era aumentato in modo significativo.

Spirito che guarisceChi alimenta buoni sentimenti migliora il tono del proprio nervo vago, conclude la Kok – che oggi lavora al Max Planck Institute for Human Cognitive and Brain Sciences di Lipsia – e questo a sua volta è collegato ad una buona salute e probabilmente ad un allungamento della vita”. Questo nervo, da sempre poco studiato, potrebbe rappresentare il collegamento decisivo tra sentimenti positivi e salute fisica. “Le conoscenze acquisite rendono molto verosimile che il nervo vago sia proprio la struttura di collegamento tra corpo e anima” afferma anche il Dr.Thomas Schlaepfer dalla Clinica di Psichiatria e Psicoterapia dell’Università di Bonn. “È lo spirito ad edificare il corpo” scriveva già Friedrich Schiller. Ed ecco che oggi la neuroscienza riconosce quello che il poeta, che peraltro era anche medico, sosteneva oltre due secoli or sono: vale a dire che lo spirito può cambiare il corpo.

In molti ospedali universitari, oggi, psicologi e medici stanno lavorando per abbinare tecniche meditative ricavate da Buddhismo e Induismo alla medicina moderna. Nel suo libro “La meditazione per gli scettici” Ulrich Ott vom Bender, dell’Institute of Neuroimaging dell’Università di Giessen, illustra il sentiero della meditazione, utile “ad ampliare la coscienza ed a liberarsi dagli stereotipi di pensiero e comportamentali acquisiti”.

Anche al Massachussetts General Hospital di Boston, è recentemente stata eseguita una ricerca su 15 pazienti, inizialmente molto agitati, con sonno disturbato e pieni di preoccupazioni. La diagnosi: disturbi d’ansia generalizzata. Per otto settimane hanno frequentato un corso di meditazione, al termine del quale erano in grado di controllare meglio le loro paure e avevano ricominciato a dormire bene. L’indagine ha rivelato che il loro cervello, meditando, aveva subito una modificazione positiva; zone della corteccia prefrontale (deputata alla coscienza di sé) registravano una irrorazione sanguigna superiore, così come le aree deputate alla regolazione del sentimento. Inoltre si evidenziava una maggiore connessione tra la corteccia prefrontale e l’amigdala, il centro della paura nel cervello, rispetto ai pazienti che non avevano meditato.

“Nell’essere umano vi sono elementi chiave per la guarigione – sostiene Winfried Rief, del Dipartimento di Psicologia Clinica e Psicoterapia dell’Università di Marburg – egli, se vuole, può influenzare il proprio recupero anche nel caso di gravi malattie fisiche”. “Per guarire con lo spirito si ha bisogno della connessione tra anima e corpo, dice lo psicologo Manfred Schedlowski, dell’Istituto di Psicologia Medica e Immunobiologia Comportamentale dell’Università di Essen. “Sia che io mediti o che il mio medico susciti un’aspettativa positiva in me, produco dei cambiamenti biochimici che raggiungono i miei organi attraverso il sangue e i nervi”.

Che un atteggiamento positivo verso la vita e la salute siano collegati, viene confermato anche dagli studi epidemiologici. Negli Stati Uniti, i ricercatori hanno studiato fotografie di 196 giocatori di baseball, a partire dal 1952, individuando quelli che sorridevano. Poi hanno ricercato quelli ancora in vita nel 2009. Il risultato: coloro che ridevano avevano avuto un grado di mortalità molto più basso! Ma non è tutto. Alla Duke University Medical Center, hanno scoperto che anche la fede garantisce maggiore serenità. In uno studio su 3851 anziani in North Carolina, si è evidenziato che coloro che pregavano o meditavano, avevano avuto una vita più lunga.

La psicologa Julianne Holt-Lunstad ha analizzato 148 studi di questo tipo, con dati provenienti da oltre 300.000 persone. Il risultato è stato che vive più a lungo chi ha legami sociali, e con un tasso di sopravvivenza maggiore del 50%! In altre parole, essere soli è nocivo quanto fumare, non fare esercizio fisico ed essere in sovrappeso. Di grande importanza ed efficacia naturalmente anche il rapporto medico-paziente; da molte ricerche condotte negli ultimi anni, si è visto come un rapporto di fiducia nei confronti del medico, possa aiutare enormemente il paziente ad attivare le forze di guarigione latenti in lui.

Infine, alcuni ricercatori statunitensi hanno recentemente riconosciuto come cuore e spirito siano strettamente legati. Hanno studiato 201 uomini e donne con problemi coronarici, la metà dei quali praticava la meditazione trascendentale. Il risultato fu che coloro che meditavano avevano visto ridursi lo stress, rinforzarsi il cuore e subìto un minor numero di attacchi di cuore e ictus, quindi con un’aspettativa di vita più lunga.

Insomma – concludono gli scienziati giustamente affascinati da questa straordinaria capacità dell’essere umano – la meditazione agisce sul cervello come una fontana di giovinezza. Essa incrementa la materia grigia nelle regioni del cervello che sono collegate all’attenzione, alla concentrazione e alla memoria. In questo modo, contrasta attivamente stati di tensione e di esaurimento. Inoltre, non rafforza solo il cervello, ma anche i processi vitali del corpo. Il sistema immunitario funziona meglio, la pressione sanguigna diminuisce e aumenta l’attività degli enzimi. Inoltre, e non ultimo, meditare potrebbe anche aiutarci a capire meglio il mondo e noi stessi...

Articolo di Piero Cammerinesi (corrispondente dagli USA di Coscienzeinrete Magazine e Altrainformazione)

Rivisto da Fisicaquantistica.it

Perchè fare meditazione

Chakras_e_kundaliniPerchè non farlo direi io! La vita frenetica e ripetitiva, piena di doveri e piaceri materiali, il lavoro, la scuola, gli studi, tranm tram, la televisione sempre accesa … tutto questo ci allontana da noi stessi, ci evita di far domande a noi stessi, chi siamo realmente, qual’ è il nostro compito sulla terra, se c’è qualcuno oltre noi come persona senziente… tutte queste domande  sommariamente ci sono state date da varie religioni sostituendoci e pensare al posto nostro. non si ha mai tempo per sentire la propria anima e il proprio spirito, lo diamo quasi per scontato.

La verità è che noi ci sottovalutiamo, e parecchio, lasciamo semplicemente accadere gli eventi , passivamente, e sì perchè nel corso dei secoli, o direi millenni, l’uomo è stato lobotomizzato a nn guardarsi dentro, perchè sarebbe pericoloso e nn più “schiavizzabile” perchè in realtà siamo pura energia, se sapessimo guardarci dentro il nostro cuore scopriremmo che siamo più che pezzi di carne pensanti.

La meditazione consente ” il risveglio di coscienza ” . Attraverso la meditazione risvegliamo la Kundalini .

Kundalini letteralmente significa “attorcigliamento”, come quello di un serpente. Energia e Coscienza, si muove con movimento a spirale: avvolge e stringe il serpente. Questa è una metafora per spiegare le energie spiraliche della Coscienza, che è la nostra realtà nel pensiero e si espande per mezzo della Geometria Sacra; le strette sono le strette del tempo. L’effetto sfuggente è il tempo: un’illusione giocata in un gioco fisico di polarità, emozioni di dualità.Kundalini si risveglia più spesso con la meditazione Yoga – che include Mantra Yoga, Hatha Yoga, Laya Yoga o Kriya Yoga

I vantaggi dell’ apertura della kundalini:

 Attivazione del DNA.

– Apertura dei poteri di Chiaroveggenza e Chiaroudienza.

– Sentirsi collegati al Tutto Cosmico.

– La mente si sente espansa e ricettiva di maggior coscienza e conoscenza.

– Lasciar da parte il proprio ego e connettersi con più alte frequenze di pensiero e consapevolezza.

– Provare amore incondizionato, pace, e unione con lo spirito.

Io personalmente la mia vita la vedo completamente diversa, perchè ora ho la convinzione che la vita è solo un ciclo e la morte non esiste, man mano che faccio meditazione, la mia energia positiva mi allontana tutte le barriere imposte dalla cabala per creare paure, e di conseguenza energie negative.

I flussi di energia che compongono i nostri corpi creano, incrociandosi, dei veri e propri centri energetici, chiamati comunemente Chakra. La parola “chakra” deriva da un vocabolo sanscritto che significa “ruota” e che indica il continuo ruotare di questi centri di energia nei nostri corpi sottili. Mentre il numero totale dei centri energetici è altissimo (alcuni antichi testi orientali ne distinguono più di diecimila) a noi interessano soltanto i sette Chakra Maggiori, i quali sono situati lungo l’asse centrale del corpo umano nella parte che va dalla base della spina dorsale fino a poco oltre la testa.

I chackra sono noi stessi in varie forme. Di regola sono 7  ma variano. Le corrispondenze dei Chackra nel corpo fisico sono:

TABELLA_CHAKRA_ITA